Gli stranieri viaggiano coi figli piccoli. Noi no

Incoscienti o coraggiosi, loro scalano l’Himalaya e raggiungono le isole più sperdute coi bimbi a spalle. Noi italiani abbiamo mille paure e freni. Chi fa meglio?

A chi non è mai capitato, viaggiando, di vedere famiglie di stranieri (soprattutto nordeuropei) con bimbi piccoli appresso, anche neonati, fare trekking sull’Himalaya, prendere il sole sulle spiagge più sperdute dell’Indonesia o arrampicarsi sulla cima del templi messicani?

E chi non ha pensato, guardandoli con invidia e ammirazione: “Quando avrò dei bambini, anche io farò così”

Salvo poi scontrarsi con la realtà. Noi italiani, per cultura e forma mentis non riusciamo ad essere fatalisti e incoscienti come loro. E di viaggiare lontano coi bimbi piccoli, tranne qualche rara eccezione, non se ne parla.

Ovviamente, ci sono anche gli  italiani che lo fanno. Ma la media preferisce aspettare che i bambini siano grandicelli. Perché non vuole stressarsi e soprattutto ha paura che possa succedere qualcosa.

La differenza sta in una frase detta da una mamma inglese, sola, con tre figli a carico (l’ultimo di 3 mesi) in vacanza alle Gili Island, isolette isolate al largo di Bali.

Voi italiani partite dal presupposto “E se succede qualcosa?”. Noi dal principio opposto: “Non deve succedere qualcosa”

Chiamiamolo fatalismo, chiamiamolo incoscienza. Fatto sta che loro partono, noi – finché i bambini non raggiungono almeno gli 8-10 anni- prenotiamo il villaggio (o, se siamo smart, il campeggio) in Sardegna, Puglia, Sicilia, Calabria. O al massimo dai cugini greci o spagnoli.

Loro si sparano il giro della Malesia o del Sulawesi con lo zaino in spalle e i bimbi a carico. Noi partiamo con una farmacia ambulante appresso e ci stressiamo se i bimbi piangono, soprattutto in aereo, nave o nelle situazioni in cui ci sono altre persone.

Loro se ne fregano. Anche perché, diciamolo, i loro bambini sono talmente inquadrati ed educati che al confronto i nostri sembrano dei lanzichenecchi al sacco di Roma.

Fanno bene loro, nella loro fatalistica incoscienza o facciamo meglio noi, a non rischiare. Perché una volta che la tragedia è compiuta, indietro non si torna?

Lascia un commento

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Gli stranieri viaggiano coi figli piccoli. Noi no