Genitori e figli: sappiamo davvero come comunicare la rabbia?

La rabbia dei bambini spesso sorprende, imbarazza, allarma, angoscia. Noi genitori dobbiamo gestire e contenere non solo le loro reazioni ma anche le nostre.

Barbara Franco mamma e ideatrice del progetto Quid+

A chi non è mai capitato di ritrovarsi in balia dei piccoli che urlano e scalciano in preda all’ira oppure bambini che si chiudono in loro stessi e piangono? Se le reazioni sono differenti, tra chi intima di non fare capricci e chi alza la voce, il risultato è sempre lo stesso e finisce per contagiare anche noi genitori!

La rabbia è un’emozione di base ‘universale’, cioè indipendente dall’effetto della cultura a cui si appartiene e presente in tutto il mondo. E la rabbia, come tutte le altre emozioni, può manifestarsi con modalità ed intensità diverse, in una scala immaginaria che va dal leggero fastidio all’essere furiosi”. Spiega la psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Chiara Bosia.

La rabbia, infatti, è un’emozione che tocca grandi e piccini, ma è importante ricordarci che di per sé non è mai ‘sbagliata’, può esserlo però la sua manifestazione! Quando ci arrabbiamo, è un po’ come se la nostra mente si appannasse e la nostra capacità di pensiero venissero meno, quindi molto spesso la prima reazione che abbiamo è violenta e di conseguenza comunichiamo la rabbia nel modo sbagliato, utilizzando uno stile aggressivo oppure passivo.

Come possiamo comunicare la rabbia nel modo giusto?

Eccovi 4 consigli per aiutare i bambini a utilizzare la comunicazione assertiva, che indica la capacità di esprimere in modo aperto, onesto e diretto l’emozione:

  1. Avere l’obiettivo ben chiaro: aiutiamo il piccolo a capire che cosa vuole ottenere e facciamo in modo che l’obiettivo sia concreto e definito in termini positivi.
  2. Utilizzare i messaggi-IO: non incolpiamo gli altri ma esprimiamo un bisogno o chiediamo qualcosa iniziando la frase con ‘io’.
  3. È necessario fare pratica: aiutiamo il bambino a non scoraggiarsi e complimentiamoci per averci provato. Non si diventa assertivi da un momento all’altro, ma provando e praticando.
  4. Fare da modello: non possiamo pretendere che il bambino metta in pratica una comunicazione assertiva se noi per primi tendiamo ad affrontare le situazioni con passività e aggressione.

Oltre a queste piccole strategie per comunicare la rabbia nel modo giusto, il libro Il Grande Libro della Rabbia della collana QUID+, edito da Gribaudo, ideato in collaborazione con la Dott.ssa Chiara Bosia, contiene tanti consigli per conoscere, accettare e gestire la rabbia!

Il vero cuore di questo libro sono 14 storie riccamente illustrate, in cui tornano Pietro ed Elisa, i protagonisti de ‘Il linguaggio delle emozioni’ e di ‘Tante paure, senza paura’. Ogni racconto si concentra su una delle espressioni o cause più frequenti che portano i piccoli a manifestare rabbia o una delle sue sfumature.

Comprendere la rabbia, riconoscere quando sta per arrivare e imparare ad accettarla, ci permetterà di acquisire la consapevolezza necessaria, non solo per aiutare il nostro bambino nella gestione di questa emozione, ma per lavorare con noi stessi e migliorarci, ponendoci come un modello di esempio per i nostri figli.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Genitori e figli: sappiamo davvero come comunicare la rabbia?