Font ad alta leggibilità: una risorsa per bambini e ragazzi con DSA

Font ad alta leggibilità per DSA. Dall’uso di font ad alta leggibilità alla formattazione del testo, qualche suggerimento da seguire.

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Font ad alta leggibilità: una risorsa per bambini e ragazzi con DSA. Quali sono i criteri tipografici che rendono un testo più leggibile? Dall’uso di font ad alta leggibilità alla formattazione del testo: ecco qualche suggerimento da seguire.

Che cosa significa alta leggibilità?

L’alta leggibilità non è solo una questione di font, ma richiede anche un lavoro sulla comprensibilità del testo. Una semplificazione che però non svilisca il testo originale, cercando il giusto equilibrio tra l’esigenza di semplicità e l’obiettivo di far acquisire gradualmente nuove competenze ai lettori con Disturbi Specifici di Apprendimento.

L’attenzione per questo tema è piuttosto recente. Fino a quindici anni fa in Italia per un ragazzo dislessico era difficile potersi appassionare alla lettura, mentre oggi, grazie anche all’impegno di AID (Associazione Italiana Dislessia), questa sensibilità si è finalmente diffusa ed esiste la concreta possibilità di rendere accessibili i testi anche a chi ha difficoltà di lettura.

L’utilità dei font ad alta leggibilità

Se è vero che il font non basta, è altrettanto vero che l’adozione di un carattere ad alta leggibilità è un aiuto per un bambino dislessico perché gli permette di liberare energie da dedicare alla comprensione del testo.

Per essere ad alta leggibilità un font deve differenziare in modo evidente le lettere speculari e presentare una spaziatura fra lettere e parole più ampia del normale. Così si evita che l’orientamento sia l’unico tratto distintivo fra lettere come p e q, b e d e si previene l’effetto di affollamento fra caratteri e parole. 

Ci sono font in cui alcune parti delle lettere vengono realizzate utilizzando linee più spesse, altri in cui le lettere vengono inclinate, altri ancora che realizzano le bacchette delle lettere b d p q di lunghezze differenti. L’obiettivo è eliminare ogni possibile ambiguità formale. In alcuni font, per esempio, la “I”  maiuscola e la “l” minuscola sono uguali: per chi ha facilità di lettura il contesto viene senz’altro in aiuto e la cosa passa inosservata, ma può essere motivo di confusione per i lettori dislessici.

Altri accorgimenti tipografici per agevolare la lettura

Il font non è l’unico criterio tipografico a cui fare attenzione. Agevolano la lettura anche:

  • il testo non giustificato: la lunghezza irregolare delle righe aiuta nell’andare a capo;
  • la spaziatura dei paragrafi: rende la pagina più amichevole, dando dei traguardi di lettura più facilmente raggiungibili.
  • l’utilizzo di uno sfondo color crema o comunque non bianco: stanca meno la vista.

Studi comparativi e preferenze soggettive

Gli studi comparativi che confrontano i font disegnati appositamente per dislessici con quelli tradizionali sono ancora pochi ed è importante continuare la ricerca in questa direzione. AID precisa infatti che non ci sono prove scientifiche a sostegno della superiorità dei caratteri per dislessici né esistono font certificati.

È però il riscontro positivo il miglior indicatore di efficacia di un font: biancoenero, per esempio, il primo carattere italiano ad alta leggibilità, messo a disposizione gratuitamente per chi ne faccia un uso non commerciale, è apprezzato da molti ragazzi e ragazze con DSA.

La scelta del font è quindi una questione soggettiva. È per questo che su Redooc ognuno ha la possibilità di personalizzare il font per leggere i contenuti della piattaforma. Nel profilo utente, infatti, si può scegliere se mantenere il Lato, impostato di default, o se utilizzare il Georgia o l’Open Dyslexic. Il Georgia è un carattere tipografico con grazie, che presenta cioè degli allungamenti ortogonali alle estremità delle lettere. Non è pensato per dislessici, ma è riconosciuto come uno dei più adeguati tra i font tradizionali per chi ha difficoltà di lettura. L’Open Dyslexic, invece, è un carattere specificamente realizzato per le esigenze di bambini e bambine con DSA. 

Insomma, a ognuno il suo font! Perché leggere non sia una fatica, ma un piacere per tutti!

 

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