DSA e studio della lingua inglese

Consigli per l’insegnamento dell’inglese a bambini e ragazzi con DSA. Iniziare presto e imparare divertendosi!

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DSA e studio della lingua inglese. Iniziare presto e imparare divertendosi!

Abbiamo chiesto a Micaela Antognini, fondatrice di una scuola di Milano che da più di trent’anni si occupa di formazione linguistica dall’età prescolare fino all’universitaria, di raccontarci la sua esperienza nell’insegnamento delle lingue straniere, e in particolare dell’inglese, a bambini e ragazzi con DSA. 

Micaela Antognini ha avuto una formazione linguistica straniera e, anche in virtù della sua esperienza personale, ha trovato nella creatività abbinata all’insegnamento della lingua straniera, una grande risorsa. Per questo il metodo usato nella sua scuola risulta efficace anche con bambini e ragazzi con DSA, tema su cui oggi c’è una maggiore informazione rispetto a trent’anni fa, quando la scuola ha iniziato la sua attività. Ma qual è il rapporto di questi studenti con le lingue straniere e soprattutto con l’inglese?

Perché gli studenti con DSA fanno tanta fatica a studiare l’inglese? 

“La fonetica della lingua inglese è complessa e non scontata”. Lo Spelling, e la formazione della frase (sentence building) sono punti cardini dell’apprendimento linguistico, tutti affrontabili in modo semplice e attraverso tecniche di visualizzazione. I principali errori in cui incorrono i bambini e ragazzi con DSA sono soprattutto nella lettura e  scrittura

Gli studenti con DSA devono essere dispensati dalle prove Invalsi?

.. Assolutamente no, anche perché sarebbe diseducativo. Al contrario, è corretto che – come offrono diversi enti certificatori stranieri – siano concessi tempi supplementari e previste prove lievemente diversificate.

Ci sono metodi più efficaci per superare queste difficoltà?

“L’insegnamento attraverso mezzi visuali è il modo migliore per facilitare a questi studenti l’apprendimento della lingua straniera, fin dalla tenera età.  La parola viene presentata come un’immagine e come tale acquisita dallo studente. Per portare un esempio semplice, se affianchiamo all’immagine della MELA  la parola scritta, APPLE, l’assimilazione viene proposta in modo visuale, come se fosse una fotografia, non attraverso la lettura e riproduzione scritta.”

Come strumenti didattici, al libro di testo scelto, è bene integrare con  flashcards, giochi, canzoni e filastrocche, e altro materiale analogo, facilitando la continua ripetizione di vocaboli e strutture, attraverso  tecniche diverse e tenendo presente sempre che l’apprendimento per essere efficace deve divertire, e che il bambino, e in seguito ragazzo, deve essere portato ad amare la lingua straniera, non ad odiarla in quanto più difficile per lui che per altri.

È importante inoltre avere insegnanti madrelingua o italiani bilingue esperti e con un’ottima pronuncia, perché  i bambini, soprattutto da piccoli, assimilano e non dimenticano il suono che viene loro trasmesso.   In ogni caso, l’esperienza insegna che “è opportuno aggiornare il metodo classico di insegnamento della lingua straniera con metodologie attraverso le quali i bambini e i ragazzi imparino a parlare acquisendo il lessico e le strutture linguistiche basilari in modo naturale e non a partire dalla regola.”

Qual è il suo consiglio per gli studenti e i loro genitori? 

“È fondamentale iniziare presto, senza temere di sovraccaricarli con un impegno in più – piuttosto eliminarne un altro – e sensibilizzando anche i bambini stessi sull’importanza della conoscenza di un’altra lingua, che consentirà loro una maggiore socialità e comunicazione  con i loro coetanei, in diversi frangenti,  quali ad esempio le vacanze in famiglia,  o altre esperienze in cui avranno modo di confrontarsi.  I genitori non devono quindi temere di aggiungere un impegno alla giornata dei loro figli  inserendo lo studio della lingua straniera nel loro programma educativo, perché prima iniziano, maggiore è il risultato e minore l’impegno futuro, oltre ad essere un vantaggio – se piccoli – a livello di inserimento scolastico….”. 

Ne è convinta anche Redooc, piattaforma di didattica digitale che ha aperto una sezione dedicata all’inglese per la Scuola dell’Infanzia e per la Primaria, ricca di video narrati, schede ed esercizi interattivi per imparare l’inglese fin da piccoli in modo giocoso e divertente.

New Speakeasy: dal 1990 corsi linguistici per tutti, dall’età prescolare fino alla fascia universitaria.   

 

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