DSA e INVALSI: pro e contro

Prove Invalsi per studenti con DSA. Tra esoneri, strumenti compensativi e misure dispensative, pro e contro di queste prove.

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DSA e INVALSI: pro e contro. Cosa significa “INVALSI” per un bambino o un ragazzo con DSA? Tra esoneri, strumenti compensativi e misure dispensative cerchiamo di capire i pro e i contro di queste prove.

Anche quest’anno le Prove INVALSI si avvicinano: i primi ad affrontarla, nel mese di marzo, saranno i ragazzi di V Superiore, per i quali la partecipazione è requisito necessario per l’ammissione all’esame di maturità. Ad aprile sarà la volta degli studenti di III Media e a maggio toccherà a quelli di II Superiore e agli alunni di II e V Elementare.

La finalità delle Prove INVALSI

Le Prove nazionali INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) sono nate con l’intento di migliorare la Scuola. La valutazione, esterna e oggettiva, mira infatti a impedire disparità tra scuole di serie A e scuole di serie B, per offrire a tutti gli studenti italiani livelli di literacy e numeracy adeguati. L’idea è quella di mettere l’accento sulle competenze e sulle abilità di ragionamento e problem solving invece che sul nozionismo. Questo perché gli studenti italiani, rispetto ai colleghi stranieri, risultano meno bravi a utilizzare quello che hanno imparato e più avvezzi a una formazione teorica fondata sulle conoscenze e sull’apprendimento mnemonico.

Le competenze valutate con le prove INVALSI

Le materie interessate dalle Prove INVALSI sono tre: Italiano, Matematica e Inglese.

Per l’Italiano, le Prove misurano la capacità di comprendere testi di diverso tipo e di riflettere sull’uso della lingua, conoscendo il lessico e rispettando la grammatica.

I test di Matematica contengono domande, a scelta multipla o aperte, su numeri, spazio e figure, relazioni e funzioni, dati e previsioni e proporzionalità.

Per l’Inglese, infine, la Prova consiste in un test di reading e listening.

Le Prove INVALSI nelle Scuole Secondarie di I e II grado sono computer based (CBT) e propongono a ogni studente quesiti diversi, ma equivalenti per livello di difficoltà.

Su Redooc sono online e disponibili gratuitamente le Prove degli anni scorsi di matematica e italiano per tutti gli ordini di scuola e tante simulazioni  – su carta e computer based – per esercitarsi e arrivare preparati, ad esempio:

Le tutele per gli studenti con DSA durante le prove INVALSI

Come recitano le Indicazioni in merito a valutazione, certificazione delle competenze ed Esame di stato nelle scuole del primo ciclo di istruzione (Nota MIUR 1865 del 10.10.2017), “le alunne e gli alunni con disturbo specifico di apprendimento (DSA) partecipano alle prove INVALSI di cui agli articoli 4 e 7 del decreto legislativo n. 62/2017. Per lo svolgimento delle suddette prove il consiglio di classe può disporre adeguati strumenti compensativi coerenti con il piano didattico personalizzato.

Sono strumenti compensativi il dizionario, il lettore dei testi, la calcolatrice e tempi supplementari (fino a 15 minuti in più) per lo svolgimento delle prove.

È previsto invece l’esonero dalla Prova INVALSI di Inglese come misura dispensativa per gli studenti dispensati dalla prova scritta di lingua straniera o esonerati dall’insegnamento della lingua straniera.

Queste misure sono applicabili solo agli allievi con DSA certificato. Tutti gli altri studenti BES (Bisogni Educativi Speciali) svolgono la prova ordinaria secondo le modalità standard.

Pro e contro delle prove INVALSI

Le Prove Invalsi, dunque, nascono con le migliori intenzioni e l’idea è quella di garantire a tutti la possibilità di uscire dalla scuola con le stesse competenze di base degli altri. I quesiti non nozionistici, ma esperienziali vanno nella direzione giusta di una scuola che non valuta solo gli apprendimenti elementari (che penalizzano gli studenti con DSA), ma anche gli apprendimenti superiori come il senso critico e la capacità di rielaborazione.

I problemi, però, riguardano la struttura delle Prove INVALSI  e le modalità di somministrazione. Una prova lunga, con un gran numero di domande a cui rispondere in un tempo limitato, è fonte di ansia per tutti e soprattutto per ragazzi e ragazze con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Il panico e lo sconforto rischiano quindi di prendere il sopravvento e di compromettere il risultato.

Ogni alunno con DSA, inoltre, dovrebbe essere affiancato da un lettore, ovvero una persona che gli spieghi la consegna, domanda per domanda. Questo, però, nella pratica non avviene e una delle maggiori cause di errore è proprio la mancata comprensione della consegna.

All’INVALSI il compito di mettere pro e contro sul piatto della bilancia, per garantire alle scuole italiane un sistema di valutazione delle competenze sempre più equo, non penalizzante per gli studenti con DSA e soprattutto in grado di tenere conto, davvero, di tutti gli stili di apprendimento. 

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