DSA all’estero: legislazioni a confronto

DSA all’estero. Non sono molti i Paesi in cui c’è una legislazione specifica in materia di dislessia.

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DSA all’estero: non sono molti i Paesi in cui è presente una legislazione specifica in materia di dislessia.

I DSA all’estero sono trattati in modo diverso dal punto di vista normativo. In molti Paesi non esiste una legislazione specifica sul tema DSA. Spesso, infatti, i DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) vengono fatti rientrare tra le disabilità in genere, fisiche e mentali. 

Questo determina la mancanza di provvedimenti ad hoc rivolti alle persone con DSA. Ma è giusto che i Disturbi Specifici di Apprendimento siano considerati una disabilità? E quali sono le conseguenze di questa assimilazione? Il risvolto positivo è l’applicazione anche alle persone con DSA delle tutele legali previste per i disabili. Ma bisogna conoscere le caratteristiche peculiari della dislessia e degli altri disturbi dell’apprendimento per mettere in atto le strategie opportune per consentire a tutti di avere un’esperienza scolastica e lavorativa equa e soddisfacente.

Paesi anglosassoni: esempi virtuosi di legislazione sui DSA

Per quanto riguarda l’attenzione rivolta nello specifico alla dislessia e ai DSA, il primato spetta ai Paesi anglosassoni. Le cause di questo interessamento precoce al tema, riscontrabile già negli anni Quaranta e poi soprattutto a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, sono da cercare nell’ortografia della lingua inglese, caratterizzata da molte irregolarità, e anche nel livello economico avanzato di questi Paesi. Da qui infatti deriva la necessità di lavoratori qualificati e di elevate competenze linguistiche, che sono alla base di tutti gli apprendimenti.

La legislazione più esaustiva in materia di DSA è quella degli USA. La normativa di riferimento è l’Individual with Disabilities Education Act (IDEA), emendato nel 2004 in seguito alla promulgazione nel 2001 del No Child Left Behind Act

Anche nel Regno Unito la dislessia è oggetto di leggi specifiche. Nel 1972 viene fondata la British Dyslexia Association (BDA) che vieta ogni discriminazione in materia di istruzione e favorisce un’educazione inclusiva. Per il sostenimento degli esami gli studenti con dislessia possono disporre di tempo supplementare e dell’aiuto di un computer, di un lettore o di qualcuno che scrive al posto loro.

Misure dispensative e compensative previste anche in Canada, così come la realizzazione di un Individualized Education Program (IEP) per gli alunni con DSA.

Sorprende in negativo, invece, la scarsa considerazione nei confronti dei disturbi dell’apprendimento in Australia e Nuova Zelanda.  

La situazione europea della legislazione sui DSA

In Europa la definizione di dislessia varia tra Paesi e si applicano norme differenti sia per la diagnosi sia per le misure a sostegno degli allievi con DSA. 

Una sorpresa in positivo viene dai Paesi dell’Est Europa. In Croazia a partire dall’asilo i bambini vengono sottoposti a uno screening obbligatorio per legge già dal 1990 per valutare i potenziali segnali della dislessia e, in caso di diagnosi, viene redatto un Piano Didattico Personalizzato, previsto pure in Repubblica Ceca.

Al contrario, non ci sono disposizioni specifiche in materia di DSA nei Paesi nordici, dove la consapevolezza sul tema è ancora molto scarsa. E lo stesso si può dire, sorprendentemente, della Francia, dove gli studenti dislessici vengono fatti uscire dalla classe per ricevere un insegnamento integrativo mirato.

Situazione frammentata in Germania e in Svizzera, dove le leggi cambiano nei singoli Lander e cantoni.

La legislazione sui DSA in Italia

In Italia la legge in materia di DSA è piuttosto recente (Legge n.170/2010) e il livello di informazione è ancora troppo basso. A differenza degli studenti con disabilità che hanno diritto, in base alla Legge 104 del 1992, a un insegnante di sostegno, DSA e BES (Bisogni Educativi Speciali) possono beneficiare di strumenti compensativi e misure dispensative, come dizionari, calcolatrici, sintesi vocale, programmi di videoscrittura con controllo ortografico, verifiche ridotte, in forma orale e programmate. 

Grazie al lavoro di AID (Associazione Italiana Dislessia) e di altre associazioni come SOS Dislessia, l’interesse intorno a questo tema sta crescendo, le diagnosi sono notevolmente aumentate negli ultimi anni e sono molti i soggetti impegnati nel produrre strumenti e contenuti adeguati. Redooc ha raccolto la sfida come un’opportunità per ribadire il concetto che non c’è un modo giusto o tempi giusti per imparare. Ognuno deve essere messo nelle condizioni di imparare con i suoi modi e tempi, perché Siamo tutti bisogni educativi speciali. E allora ben vengano mappe mentali, strumenti matematici interattivi come la retta dei numeri e la tavola pitagorica e carattere di lettura ad alta leggibilità

Perché non ci siano più persone “costrette” a fuggire a Londra per trovare un ambiente di lavoro “DSA friendly, dove, tramite l’ausilio di software o di persone che affiancano i lavoratori dislessici, tutti possono svolgere il proprio compito e sentirsi valorizzati con le proprie caratteristiche e peculiarità. 

 

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