8 cose da sapere sulla fecondazione eterologa

Ecco 8 cose da sapere sulla fecondazione eterologa, una tecnica per riuscire ad avere un figlio anche in caso di infertilità

Non sono poche le coppie che ricorrono alla fecondazione eterologa per coronare il sogno di una gravidanza e di un bambino. Ecco 8 cose da sapere su questa tecnica per rimanere incinta.

8 cose da sapere sulla fecondazione eterologa

  1. Cosa è la fecondazione eterologa – Viene denominata anche “artificiale”. Il seme o l’ovulo sono stati donati da una persona esterna alla coppia. I donatori possono lasciare il liquido seminale nelle banche del seme, che conservano i campioni e li usano quando i partner hanno problemi di fertilità. Il bambino, differentemente dalla fecondazione omologa, non erediterà il patrimonio genetico da entrambi i genitori.
  2. Le richieste – Nell’ultimo periodo la fecondazione eterologa ha subito un vero e proprio boom in Italia. Sono aumentati anche i centri che si occupano di questa particolare tecnica.
  3. Chi sceglie fecondazione medicalmente assistita – A scegliere questo metodo di procreazione sono le donne con un’età intorno ai 35 anni.
  4. La possibilità di successo – La tecnica ha una percentuale di successo del 12,8%. Le tecniche di II e III livello presentano una possibilità di successo del 20%, mentre per quelle di I livello si scende al 5,5% nelle donne oltre i 40 anni e 2,6% per quelle di 43 anni.
  5. Le leggi – La sentenza della Corte Costituzionale ha fatto decadere il divieto di effettuare la fecondazione eterologa come previsto dalla legge 40 del 2004. Sono assenti però le linee guida e le indicazioni specifiche.
  6. I rimborsi – La fecondazione eterologa non è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, inoltre la tecnica non si può applicare ai single.
  7. La normativa europea – La direttiva europea 17/2006, obbliga ad un test di tipo infettivo (epatite, Hiv) e genetico nel caso di fecondazione eterologa. Il donatore esterno deve inoltre sottoporsi a test per le malattie infettive, da praticare entro 90 giorni e ripetere ad ogni donazione.
  8. Fecondazione eterologa all’estero – Sono molte le coppie costrette ad andare all’estero per poter praticare la procreazione eterologa. A causa del divieto della legge 40/2004 in Italia infatti molte coppie alla ricerca di una gravidanza si erano rivolte in passato a cliniche specializzate, molte delle quali in Spagna. In queste strutture la fecondazione assistita è prevista anche per donne single, mentre viene consentita l’ovodonazione, l’embriodonazione e l’anonimato dei donatori.
8 cose da sapere sulla fecondazione eterologa
8 cose da sapere sulla fecondazione eterologa