Cosa significa diventare papà oggi

I nuovi padri sono più partecipi alle prime fasi della gravidanza e dopo la nascita sono molto più attenti al bebè

Essere padri nel ventunesimo secolo è una missione profondamente cambiata negli ultimi decenni, come mutata è la famiglia stessa. I nuovi papà sono sicuramente più partecipi, fin dalle prime fasi della gravidanza e più consapevoli del proprio ruolo.

Molti partner maschili decidono di essere presenti alle ecografie , agli esami o alle sedute di preparazione al parto. Al momento della nascita poi è sempre maggiore il numero dei padri che sceglie di stare accanto alla propria moglie o alla propria compagna e di occuparsi del bambino fin dai primi momenti di vita del neonato. Dopo la nascita spesso i genitori decidono di nutrire il bambino artificialmente proprio per suddividere la fase dell’allattamento fra entrambi i genitori. E il biberon è un momento davvero importante per l’avvicinamento del padre al figlio.

Sono quindi in via di estinzione i padri autoritari di una volta? Sembrerebbe proprio di sì, ma pare che l’autorità tout court si sia tramutata piuttosto in autorevolezza. I neopapà non hanno più bisogno di imporsi e possono permettersi di scoprire la tenerezza di prendere in braccio il proprio bambino, di osservarlo, di lavarlo, nutrirlo, senza per questo mettere in discussione il proprio ruolo. Ed è in questo modo che costruiscono con i propri pargoli una relazione quotidiana. Il padre moderno non è però un “mammo“, non si sostituisce affatto alla figura materna . Anzi, ha una posizione importante per la separazione del figlio dalla madre, così da permettergli di affrontare il mondo esterno.

Infine anche la legge è dalla parte dei papà e dal 2001 riconosce al padre lavoratore dipendente il diritto autonomo al congedo parentale, anche nel caso in cui la madre non ne abbia diritto.

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