Cosa fare se la pagella è brutta

Come comportarsi se la pagella del proprio figlio non è perfetta?

Il primo quadrimestre è oramai terminato e la data di consegna delle pagelle è sempre più vicina. Come prepararsi per affrontare al meglio questa tappa importante? I genitori sono sempre più spaventati dalle valutazioni delle maestre e, soprattutto durante il primo anno di scuola primaria, il terrore più grande è quello trovarsi di fronte ad una brutta pagella.
Vediamo dunque come comportarsi se i risultati conseguiti dai bambini in questi primi mesi di scuola non sono dei migliori.

In primo luogo è bene cercare di capire quali siano le cause dell’insuccesso. Bisogna dunque analizzare la personalità del bambino, e considerarlo come essere umano sia nella sua individualità, sia nei rapporti interpersonali con insegnanti e compagni. Lo scarso rendimento scolstico infatti dipendere da una situazione di disagio i cui motivi vanno essenzialmente ricercati all’interno dell’ambiente scolastico.

Le cause del disagio possono essere varie; in ogni caso dipendono da un’iniziale difficoltà di adattamento. Il passaggio dalla scuola dell’infanzia non è sempre privo di problemi. I cambiamenti sono tanti e piuttosto drastici. Il bambino incontra nuove maestre, nuovi compagni e si trova costantemente sotto esame. Dovrà imparare a studiare e potrebbe risentire del peso della valutazione.

E’ bene dunque lasciare al bambino il tempo necessario per accettare il cambiamento. Tale periodo naturalmente è diverso per ogni bambino; c’è chi ha bisogno di una mese, chi di due, chi addirittura dell’interno anno scolastico. Eventuali problemi dovuti a reali difficoltà congitive dell’alunno non potranno essere diagnostica prima del secondo anno. Sarà opportuno attendere prima di richiedere l’affiancamento di un insegnante di sostegno.

Sarà l’insegnante a riconoscere eventuali difficoltà nell’alunno e successivamente provvederà ad avvisare i genitori. Sarà il medico competente a valutare la situazione affidando il bambino alla guida di un logopedista, in caso di problemi del linguaggio, o ad un professionista dei disturbi dell’apprendimento, per problemi di dislessia , disgrafia o discalculia.

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