Cos’è lo svezzamento?

Nei primi mesi di vita il latte è in grado di garantire da solo un normale accrescimento del bambino, ma progressivamente il suo apporto nutritivo diventa insufficiente ed è necessario integrare la dieta con altri alimenti: è il momento dello svezzamento.

Con il termine svezzamento s’intende infatti il graduale, progressivo passaggio da un’alimentazione di solo latte, ad una a base di cibi solidi.

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’introduzione di cibi diversi dal latte nella dieta del bambino dovrebbe avvenire a partire dai sei mesi di età, ma il latte materno dovrà comunque continuare a dare un sostanziale contributo all’alimentazione ancora per diversi mesi.

Tempi e modi dello svezzamento non vanno mai generalizzati ma sempre personalizzati bambino per bambino: l’osservazione del proprio bebè è infatti il modo migliore per capire i suoi tempi e le modalità per uno svezzamento che non sia fonte di stress.

Il bambino passerà dall’esperienza di succhiare il seno o il biberon a deglutire il cibo solido proposto con il cucchiaino, scoprendo gusti diversi (dolce, salato), colori diversi, consistenze diverse (liquido, solido, cremoso), esprimendo i suoi gusti e preferenze.

Gli schemi di alimentazione quindi non devono essere troppo rigidi; bisogna rispettare le preferenze del bambino e le abitudini famigliari introducendo i nuovi cibi con gradualità. Nessun cibo in assoluto è indispensabile per la crescita, poichè i principi essenziali si ritrovano in molti alimenti diversi.

Lo svezzamento è un passaggio fondamentale della vita di un bambino, perchè dà inizio alla delicata fase di distacco psicologico dalla figura materna: un primo tentativo di autonomia nei confronti della figura materna che non deve spaventare la mamma, ma che va considerato come un passaggio naturale che va affrontato con serenità.

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