Coppie in crisi per la gestione familiare

L'abitudine di dedicarsi paritariamente alla crescita dei figli sembrerebbe mettere in crisi almeno il 44% delle coppie

Si sa, la mamma è sempre la mamma: fondamentale nella crescita dei bambini. E i papà? Come vivono il loro ruolo, oggi? C’è equilibrio tra le figure genitoriali? Perché quando un padre è presente e attivo nella gestione dei pargoli viene chiamato un pizzico di sarcasmo “mammo”? Molto probabilmente si tratta solo di scosse di assestamento nell’evoluzione delle relazioni sentimentali moderne. Certo è che il risultato dell’indagine condotta qualche anno fa dal sociologo Renato Mannheimer in esclusiva per Gente parla chiaro ed è sconcertante: la (sana) abitudine di dedicarsi paritariamente alla crescita dei figli sembrerebbe mettere in crisi almeno il 44% delle coppie.

Alternarsi con pappe, pannolini, grembiulini, corse all’asilo e notti insonni – una staffetta abituale ormai per il 76% dei genitori – sortirebbe infatti, tensioni impreviste nel delicato equilibrio tra un lui e una lei equamente stressati dal menage familiare. Le previsioni per il futuro, per di più, non sono rosee.

«In un periodo storico di crisi economica come quella che stiamo attraversando – dice Mannheimer – le tensioni nella famiglia sono destinate ad aumentare: le risorse calano e l’insicurezza generale alza la possibilità di una crisi».

Pochi figli, in previsione, e molto “sofferti” insomma: «L’80% delle donne e il 76% degli uomini  – rivela Mannheimer – dichiara di aver rinunciato a qualcosa, svago o lavoro, per dedicarsi ai propri cari. Un dato che segna l’evoluzione della famiglia: l’impegno nella cura della proletende a uniformarsi per entrambi i sessi».

E nonostante per anni uno dei cavalli di battaglia del femminismo sia stato il differente carico di lavoro domestico, tradizionalmente appannaggio delle donne, c’è chi, come Vittoria Belvedere, ammette che non è oro tutto quel che luccica: «Mio marito è un vero e proprio mammo. Dopo la nascita del primo figlio siamo entrati in crisi perché la sua collaborazione era quasi troppo. Ma la staffetta tra noi adesso funziona soprattutto perché ci dedichiamo momenti di puro romanticismo».

Quindi il problema non è rimboccarsi le maniche in due (necessità ineludibile, del resto, visto che la mamma tuttofare e il partner tutto hobby e lavoro sono ormai un miraggio), ma fare “solo” quello, dimenticando di ritagliarsi spazi di intimità a due.

Analoga testimonianza dalla pr Tiziana Rocca, indaffaratissima madre di tre bambini (di undici, sei e cinque anni): «Cerco di controllare tutti gli impegni dei ragazzi: ho un piano di ottimizzazione dei tempi per ogni giorno. Io e mio marito (Giulio Base, ndr) non siamo più andati in vacanza da soli da quando siamo genitori: non mi divertirei sapendoli lontani. Al massimo andiamo via da soli un giorno, un giorno e mezzo oppure ceniamo a lume di candela quando li mettiamo a nanna». Diciamocelo: per i comuni mortali ritagliarsi del tempo, senza tate e donne delle pulizie, risulta di certo più difficile.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Coppie in crisi per la gestione familiare