Coding e bambini: perché è importante insegnarlo ai più piccoli?

Il coding è un metodo pedagogico sempre più diffuso in Italia e recentemente reso obbligatorio dal Ministero della Pubblica Istruzione anche nella scuola dell’infanzia.

Barbara Franco mamma e ideatrice del progetto Quid+

Siamo abituati a tradurre il termine inglese coding con la parola «programmazione», pensando subito alla programmazione informatica e ai computer come un qualcosa lontano da noi. In realtà, in ambito pedagogico, il termine coding ha assunto una connotazione molto più ampia e va ad indicare strategie per l’apprendimento del pensiero logico-computazionale. Ogni giorno, senza saperlo, mettiamo in atto molti dei principi alla base del pensiero computazionale per la risoluzione di problemi più o meno complessi, come per esempio attraversare la strada: ci posizioniamo sul bordo delle strisce, guardiamo prima a destra, poi a sinistra, e solo quando non vediamo macchine in arrivo attraversiamo la strada.

Il coding, oltre a essere molto efficace e divertente per avvicinare i bambini ai principi dell’informatica, è molto utile nel percorso di apprendimento, perché aiuta a pianificare, a ragionare passo dopo passo, a scoprire che un’attività si può scomporre in tante piccole azioni singole e che queste piccole azioni si possono anche scrivere come sequenze di istruzioni. È particolarmente adatto nel problem solving perché la concezione dell’errore viene vista come una risorsa nel processo di risoluzione di un problema e come crescita personale, piuttosto che un elemento negativo da “punire”. Come sosteneva Maria Montessori, si tratta di un passaggio fondamentale per accrescere nel bambino la consapevolezza che lo sbaglio è un punto di partenza sul quale lavorare, insieme ai compagni di gioco, per migliorare il progetto.

Il nuovo gioco ‘Coding con le fiabe – giochi per stimolare il pensiero logico’ della collana QUID+, edito da Gribaudo, ideato in collaborazione con l’Università di Genova, vuole essere un supporto pratico per tutti gli insegnanti, educatori e genitori, aiutandoli nell’insegnamento di questa materia. Tecnicamente si tratta di coding umano perché non sono presenti device elettronici in quanto:

  • la plancia da gioco da pavimento, assimilabile al modello tipico della scacchiera, è ambientata in un contesto naturale come il bosco;
  • la pedina è sostituita dal bambino stesso, a cui è richiesto di interpretare un personaggio delle fiabe, uno gnomo.

“L’ambientazione fiabesca e colorata permette al bambino sia di valorizzare l’aspetto della natura rigogliosa di elementi vegetali, sia di stimolare lo storytelling e la capacità di immedesimazione grazie alla presenza di carte narrazione, di personaggi e azioni da compiere che sono calati in un mondo di fantasia che spesso il piccolo già conosce grazie alla lettura di libri in famiglia oppure a scuola” sottolinea Luca Gelati, ingegnere gestionale e fondatore di Edutainment Formula. “I giochi e le attività” continua Luca Gelati “sono strutturati su più livelli di difficoltà, con istruzioni che possono essere date verbalmente oppure, nei livelli più avanzati, formalizzate grazie a delle carte codice. Non solo, ma i singoli step prevedono anche degli esercizi fisici divertenti, come per esempio simulare il volo delle api, per stimolare lo sviluppo delle capacità motorie”.

I vantaggi quindi di acquisire tutte queste abilità, soprattutto per i bambini piccoli 3-6 anni, sono enormi: imparare a dare e seguire le istruzioni, perfezionare la logica e le capacità di risoluzione dei problemi ed esprimere idee e creatività in modo unico.

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