I chiodini colorati della nostra infanzia sono uno dei giochi più educativi di sempre

Il famoso gioco dei chiodini colorati non è mai passato di moda e ancora oggi riscuote grande successo. Vediamo il perché

Li ha inventati Alessandro Quercetti nel 1953, si chiamavano Coloredo ed erano fiammiferi con la capocchia in ceralacca, da infilare in un cartoncino preforato. Negli anni seguenti diventarono coloratissimi e di plastica: stiamo parlando dei famosi chiodini, un giocattolo che ha fatto la storia.

Qualcuno di voi forse ricorderà lo spot del 1969, intitolato “I maestri” Aveva per protagonisti quattro bambini in camice bianco, intenti a fare delle costruzioni, incoraggiava a non essere dilettanti nemmeno durante il gioco, considerandolo un’importante attività didattica e formativa. L’idea fu della famiglia Quercetti di Torino, che grazie a questo innovativo giocattolo, ottenne un successo mondiale, e ancora oggi i chiodini vendono moltissimo.

Basti pensare che nel solo 2015 ne sono stati prodotti un miliardo. Per la precisione fu Alessandro, pilota da caccia nella Seconda Guerra Mondiale, a creare l’azienda e a inventare i chiodini, ispirato dai fiammiferi di legno francesi, con capocchia in ceralacca colorata. Come tutti sappiamo, il gioco prevede che i chiodini vengano inseriti in un foglio traforato, e fu propria questa l’innovazione semplice, ma geniale, di Alessandro.

Tant’è che diverse ricerche ne hanno dimostrato l’importanza dal punto di vista educativo e dello sviluppo di varie capacità nei piccoli destinatari. Per esempio, secondo uno studio di neuroscienziati, il chiodino aiuta a migliorare la manualità, stimolando aree cerebrali correlate al linguaggio. Un altro studio, condotto dal Karolinska Institute di Stoccolma, ha dimostrato che il gioco dei chiodini, se usato spesso, favorisce lo sviluppo cognitivo dei bambini, le facoltà linguistiche e l’apprendimento.

Inoltre la manipolazione di oggetti con le mani e la loro costruzione, secondo lo psicologo Andrea Biancardi, sono fondamentali per sviluppare il senso di motricità e dello spazio. Insomma, questo antenato dei LEGO e dei giochi da costruzione in genere, piace molto ai ricercatori, e mamme e bambini apprezzano altrettanto, visto che continuano ad acquistarlo. Ma quale sarà il segreto di un successo così clamoroso e longevo?

Stando al parere di Alberto Quercetti, il segreto sta nel fatto che i chiodini mettono al centro il bambino, promuovendo il contatto fisico con il gioco e l’esplorazione della realtà, a tutto vantaggio del suo sviluppo cerebrale, cognitivo, linguistico. Un ritorno alla tradizione davvero positivo e costruttivo per i nostri figli!
gioco chiodini

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