Bimbo in arrivo: il ruolo del papà, dal concepimento in poi

I nove mesi di gravidanza servono per far nascere un bambino ma servono anche ai genitori, soprattutto ai papà, per capire quale sarà il loro ruolo futuro e prepararsi adeguatamente.

In questo percorso di formazione le mamme sono sicuramente avvantaggiate dalla natura che dà loro, fin dai primi momenti dopo il concepimento, forti sensazioni fisiche, unite a piccoli e grandi cambiamenti di stato d’animo che consentono una quasi naturale "comprensione" di che cosa stia loro succedendo e che cosa saranno chiamate a fare.

I papà invece, dal punto di vista fisico, non "sentono" nulla. Tutto quello che succede lo possono intuire dai cambiamenti della loro partner, lo possono immaginare nella loro mente, lo possono elaborare grazie allo scambio emotivo con la futura mamma e – per fortuna – lo possono vedere nelle meravigliose immagini delle ecografie. Non è raro sentir dire dai papà che hanno iniziato a sentirsi veramente padri dopo la prima ecografia.

Il ruolo del papà, quindi, nel primo periodo dopo il concepimento è frutto di una costruzione mentale e può essere la somma dell’appagamento delle aspettative di uomo, della realizzazione di un progetto e – perchè no – di un sogno costruito con la propria partner, della consapevolezza di acquisire uno status sociale di maggiore responsabilità e autorevolezza. Proprio per questa complessità di fattori è possibile che ci siano papà molto lenti ad entrare nello stato d’animo necessario ad accogliere un bimbo.

I nove mesi di gravidanza sono quindi un periodo intenso e delicato per la coppia, sia perchè spesso c’è differenza emotiva tra la mamma che è molto coinvolta ed il papà che può essere un po’ "lento a partire" sia perchè la coppia prepara l’assetto della futura famiglia e delinea i ruoli che saranno assegnati a ogni componente quando arriverà il bambino.

In questa silenziosa ma intensissima partita a scacchi, sono decisive le singole sensibilità dei futuri genitori, la cultura del luogo in cui vivono, le loro caratteristiche personali e caratteriali, gli esempi famigliari. Tutte queste componenti daranno vita al tipo di famiglia che desiderano organizzare. Quindi credo che non si possa – e non si debba – dire quale sia il modello ideale di famiglia per accogliere nel miglior modo un bambino.

I migliori alleati dei futuri genitori in questo delicato momento della vita sono il dialogo e l’affiatamento, perchè è solo all’interno della coppia e della reciproca conoscenza che si può trovare l’equilibrio per lasciare a ciascun genitore lo spazio per vivere le emozioni di questa straordinaria esperienza, per assegnare a ciascuno i compiti educativi indispensabili e per dividere equamente le mansioni di cura e di assistenza necessari fin dai primi giorni di vita del bambino.

Esistono tantissimi corsi pre-parto per preparare la mamma al parto. In moltissimi casi sono invitati e ben accetti i papà. Esistono pure moltissime occasioni di riunire le future coppie per affrontare i temi della genitorialità. Esistono infine – e spero prendano campo – tanti corsi di preparazione alla paternità, dedicati ai papà e riservati ai papà, corsi pratici per papà che voglio imparare a prendersi cura dei loro figli e incontri di scambio nei quali parlare delle proprie paure, dei loro timori, del futuro ruolo educativo.

Trovo queste iniziative straordinariamente utili ed efficaci soprattutto perchè danno l’occasione ai futuri genitori – e nello specifico ai futuri papà – di affrontare con la massima consapevolezza, col massimo entusiasmo e con le dovute conoscenze pratiche il loro futuro ruolo di genitori.

Il ruolo di papà impone tre regole fondamentali: vivere intensamente le emozioni e l’affettività dell’incontro con i propri figli, assumersi tutte le responsabilità educative e non sottrarsi all’onere – e dico io al piacere – della cura quotidiana.

Federico Ghiglione
Pedagogista
Fondatore e Presidente dell’Associazione Professione Papà

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