#bastatacere, la campagna social contro la violenza ostetrica

Una campagna web per dare voce alle mamme e alle professioniste della prima infanzia per raccontare i maltrattamenti incontrati in sala parto

#bastatacere, una campagna web in difesa delle neomamme. Maltrattate, derise, umiliate, spesso lasciate a se stesse, sono molte le donne che hanno vissuto un’esperienza traumatica durante le fasi delicate del travaglio e del parto, per colpa della negligenza e dei maltrattamenti psicologici da parte di infermieri, ostetriche e medici.

Proprio mentre l’Europa ci bacchetta per i diritti mancati delle donne nella gestione dell’interruzione della gravidanza, si apre un altro problema a livello sanitario per le neomamme che si trovano in difficoltà in un momento così importante come il parto.

Il 4 aprile è partita una campagna sul web #bastatacere che vuole dare voce alle mamme e professioniste della prima infanzia per raccontare gli ostacoli e i maltrattamenti incontrati in sala parto. Lo scopo non è solo di sfogo e denuncia ma di aprire un dialogo tra le parti interessate per sottolineare quelli che sono gli elementi che rendono traumatica la nascita di un figlio.

Su Facebook sono state pubblicate tante storie diverse tutte però accomunate da una sorta di violenza ostetrica, spesso legata a un senso di inadeguatezza che alcune donne hanno provato durante il parto. Come è stato sottolineato da Claudia Rivaldi, psicoterapeuta e medico, sull’Huffington Post:

Le donne che ho conosciuto, donne sane dal punto di vista psichiatrico, e quindi prive di quei fattori “confondenti” che potrebbero indurre l’interlocutore a parlare di “eccessiva sensibilità” della donna per la sua “condizione contingente”, portano le loro ferite per anni, spesso senza parlarne con nessuno, manifestando un vero e proprio disturbo post traumatico da stress silenzioso e destruente.

Dunque, una violenza che le neomamme si portano appresso per tutta la vita. D’altro canto, le giovani ostetriche e le studentesse di medicina si trovano ad affrontare la scissione tra ciò che hanno studiato e ritengono corretto nell’assistenza al parto e ciò che devono fare nella prassi.

Dunque, con la campagna #bastatacere si vuole mettere a confronto le due parti che si trovano a convivere in sala parto, anche per mettere in evidenza quello che c’è ancora da fare in Italia sulle modalità di parto, di assistenza al parto e di strategie di comunicazione tra operatori e donne.

L’hashtag #bastatacere è la traduzione dall’inglese di #breakthesilence lanciato dal network internazionale Human rights in childbirth: dunque una campagna web per far valere i diritti delle partorienti e degli operatori sanitari.

Volete raccontarci la vostra esperienza del parto? Scrivete e commentate qui!

#bastatacere, la campagna social contro la violenza ostetrica