Bambini geniali, come riconoscerli e perché sono difficili da gestire

Avere a che fare con un "piccolo genio" non è facile, soprattutto per gli insegnanti: ecco i segnali da non sottovalutare

Non è sempre facile riconoscere un bambino con un’intelligenza sopra la media. Per capire se si ha a che fare con un piccolo genio, infatti, l’unica certezza la offre il test per il QI (Quoziente Intellettivo): si parla di bimbi ad alto potenziale cognitivo quando questo è compreso tra 121 e 129, di bimbi plusdotati quando supera il 130. A questa elevata intelligenza, però, si accompagna spesso un comportamento difficile: il bambino plusdotato può avere problemi di integrazione a scuola, e – consapevole di essere “diverso” – far di tutto per mascherarlo, commettendo di proposito errore anchi banali, che lo facciano apparire un bimbo e uno studente come tutti gli altri.

Non basta però il quoziente intellettivo, per far di lui un piccolo genio. Deve avere un pensiero creativo, saper produrre nuove idee, amare la complessità, uscire dagli schemi, spiccare nello specifico in una materia scolastica. Il talento di un bambino plusdotato può manifestarsi infatti in diversi ambiti: nella matematica, nella musica, nell’arte. E, affinché le sue potenzialità siano espresse a pieno (e tutelate), è necessario stimolarlo, e mettere a sua disposizione programmi di studio ad hoc: in Paesi come gli Stati Uniti esistono scuole apposite per i “piccoli geni”, oppure classi avanzate, e spesso vi sono psicologi a loro disposizione.

Come riconoscere, dunque, un bambino plusdotato? Ci sono una serie di indizi, e di comportamenti che il bimbo mette in atto, che possono fornire un’indicazione. Ad esempio, potrebbe memorizzare una strada dopo averla fatta solo un paio di volte, oppure ricordare a memoria una fiabia ascoltata due o tre volte e correggere in caso venga modificata una parola. O magari comprendere a pieno gli stati d’animo degli altri, consolare e sedersi accanto ad un altro bimbo che piange. In genere, poi, i piccoli geni non si accontenano di risposte secche e vogliono sapere il perché di chiunque cosa, hanno un lessico molto ricco e sanno usare alla perfezione i verbi sin da piccolissimi.

Ma perché un bimbo con un alto quoziente intellettivo è difficile da gestire? Sostanzialmente perché la nostra scuola è spesso impreparata. Se un bambino finisce una verifica molto prima degli altri, è facile che si annoi e quindi si alzi, parli coi compagni. Così, viene classificato come un “disturbatore” e punito. Oppure potrebbe trovare le lezioni talmente scontate da non seguirle. Ecco dunque che il ruolo di mamma e papà è fondamentale nel riconoscere il talento del proprio figlio, e nello spiegargli che essere “diversi” può essere bellissimo.

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