Bambini e adolescenti sempre più connessi: i sintomi da non trascurare

Molti ragazzi non riescono a staccarsi della tecnologia: ma cosa possono fare mamma e papà per evitare una dipendenza?

Tra le questioni che i genitori di bambini e adolescenti si trovano ad affrontare ve n’è una decisamente dibattuta: l’utilizzo (spesso eccessivo) di smartphone e tablet.

In una società che ci vuole sempre connessi, la dipendenza dalla tecnologia può rivelarsi davvero dannosa: ecco dunque che il ruolo di mamma e papà si rivela fondamentale, per distrarre i ragazzi dai loro dispositivi elettronici.

Secondo un’indagine condotta dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano, ben il 58% dei genitori non dà regole ai suoi figli circa l’utilizzo dei cellulari. Cellulari che iniziano ad usare assiduamente già ai 9-10 anni, sebben sin da neonati siano utilizzati troppo spesso dai grandi per “calmarli”, permettendo ai piccoli di vedere cartoni animati e filmati su YouTube.

Ma quali sono i segnali che un ragazzo manda, e che suggeriscono una sua dipendenza dallo smartphone? Il primo sintomo è rappresentato da ansia e depressione: trascorrere molto tempo attaccati al cellulare significa, in genere, trascorrere molto tempo sui social network. E vedere ogni giorno milioni di foto di coetanei che si divertono e sono felici (ché, si sa, quello che mostriamo online è solo il bello della vita) può renderli fragili e insicuri.

Inoltre, bambini e adolescenti che abusano di smartphone e tablet possono soffrire di disturbi del sonno o, meglio, avere attacchi di sonno nel corso della giornata, dovuti all’utilizzo della tecnologia anche durante la notte.

Ma come possono fare mamma e papà, quando si accorgono di avere figli decisamente troppo connessi? La prima cosa è dare il buon esempio: non si può sgridare il proprio figlio se ha sempre il cellulare in mano, quando i genitori sono i primi ad essere connessi 24 ore su 24.

Ma non è solamente una questione di tempo: per evitare di sottoporre il proprio figlio ad una sovraesposizione mediatica, e ad un continuo uso dei social network, è importante che anche gli adulti che gli stanno intorno non postino di continuo selfie e immagini dei luoghi in cui si trovano. Perché, in quel caso, l’adolescente si sentirebbe spiazzato, e non riconoscerebbe in quelli di mamma e papà dei consigli utili per il suo benessere.

Fondamentale è anche fornirgli delle alternative, che lo distraggano dalla tecnologia: coinvolgerlo in una passeggiata, invitarlo ad uscire con gli amici, a condividere ciò che nella vita gli succede tramite un confronto reale. Perché di reale, il mondo virtuale ha decisamente poco.

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