Back To School: come lo vivono gli studenti con DSA?

La scuola è fonte di ansia per molti ragazzi e ragazze e in particolare per gli studenti con DSA

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Back To School 2020: come lo vivono i DSA?

La scuola è fonte di ansia per molti ragazzi e ragazze e in particolare per gli studenti con DSA. Quest’anno poi si preannuncia pieno di incognite che rischiano di rendere la situazione ancora più complessa. Abbiamo chiesto a Gabriola Chetta, tutor di DSApp, come hanno affrontato il lockdown e come si stanno preparando a vivere l’anno scolastico appena iniziato. Il suo consiglio? La tranquillità

Cosa ha rappresentato la chiusura delle scuole per i ragazzi con DSA?

“La pacchia più totale”. È questa la risposta di Gabriola, che sa bene che per un DSA andare a scuola non è un piacere, ma motivo di malessere. Certo dipende molto dalla classe, ma i DSA rischiano di sentirsi esclusi e più che la difficoltà di leggere e scrivere per loro pesa il contorno psicologico

“Alzarsi al mattino senza l’ansia di andare a scuola era un sollievo. Se poi gli insegnanti hanno adottato modalità alternative di didattica, per esempio attraverso i video, i risultati sono stati buoni. Se invece si limitavano ad assegnare capitoli da studiare, le difficoltà di apprendimento sono state maggiori e inevitabilmente quest’anno si troveranno a dover recuperare i pezzi che hanno perso soprattutto in materie come matematica e inglese”. 

L’aiuto compiti per DSA è proseguito anche a distanza?

Anche nei mesi di lockdown il centro DSApp ha continuato la sua attività. “Eravamo già abbastanza organizzati dal punto di vista delle consulenze online. Perciò abbiamo proposto ai nostri ragazzi di continuare il nostro aiuto compiti via web.

La risposta è stata diversa: chi già seguiva tante ore di DAD, non ha voluto passare anche il pomeriggio davanti a un pc. Con chi ha aderito, però, i risultati sono stati positivi. La distanza ha reso tutto un po’ più difficile, ma avendo già iniziato un cammino non è andata male”.

Avete trovato modalità di insegnamento a distanza efficaci?

“Sì, abbiamo fatto partire diversi corsi: dal dattilo-rap, in cui insegniamo ai ragazzi a scrivere al computer con dieci dita a tempo di musica, al corso che accompagna nella preparazione delle tesine d’esame a partire dalla mappa mentale, al potenziometro (giochi di potenziamento cognitivo) per i bambini della Scuola Primaria, al corso di acquerelli per mamme e bambini fino alla creazione di un’escape room online interamente progettata dai ragazzi.”

Per DSApp è stata anche un’occasione per aprirsi un nuovo mercato, non solo legato al territorio, ma con la possibilità di raggiungere anche studenti e genitori di altre parti d’Italia. Il tutto però a una condizione: “A noi piace il confronto e quindi anche per i corsi online il numero deve essere ristretto, l’ideale è essere in 4 o al massimo 6”.

Come vi siete attrezzati per affrontare questo nuovo anno scolastico pieno di incognite?

“Stiamo ripartendo con le nostre attività in sede perché abbiamo spazi abbastanza larghi. Per gli Stracompiti abbiamo chiesto alle Scuole Secondarie di II grado di mandarci in Alternanza Scuola Lavoro ragazzi certificati DSA: avere un tutor che ha avuto le tue stesse difficoltà e le ha superate è un esempio potente per i nostri ragazzi”.

Per la ripresa della scuola la parola d’ordine di Gabriola è “tranquillità”, perché farsi prendere dalla paura non porta a nulla di positivo! 

La scuola ha imparato qualcosa da questa emergenza? 

“Sicuramente ha dato una bella spinta, ha fatto vedere che c’è anche un altro modo di insegnare, usando video, film, libri digitali, piattaforme per fare i compiti online a mo’ di quiz”. Redooc per esempio fa della gamification una delle sue armi più forti. Gli esercizi interattivi sono a livelli di difficoltà crescente e permettono di accumulare punti per entrare in classifica, conquistare diplomi e acquistare i propri avatar preferiti. Così studiare è più divertente e la scuola può finalmente diventare un piacere!

Insomma, “auguriamo a tutti gli insegnanti di utilizzare gli strumenti e le strategie apprese durante la DAD integrandole con le lezioni tradizionali. Sarebbe un bel passo avanti per la scuola e soprattutto un grande aiuto per molti ragazzi.”

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