Babbo Natale? Si smette di crederci a 8 anni

Secondo un sondaggio inglese è a circa otto anni che i bambini realizzano che Babbo Natale non esiste. Ma la rivelazione non è mai improvvisa e traumatica

La notizia, per tutti quei genitori che si chiedono quando è “normale” che il proprio bambino smetta di credere a Babbo Natale è finalmente arrivata, con tanto di studio universitario: succede a 8 anni circa.

Ovviamente non è così per tutti, diciamo che il protocollo standard prevede che fino a cinque anni di solito i bambini credano incondizionatamente a Babbo Natale. A sette sono in molti a dubitare, a nove non ci crede quasi più nessuno.

Questo significa diverse cose:

1. Se il bambino non è ancora arrivato all’età giusta, è possibile che neppure una evidenza eclatante, come cogliere i propri genitori in flagrante con i pacchi in mano, faccia crollare la loro fede. State quindi sereni: quando sono molto piccoli, la loro convinzione è talmente alta che non sarà scalfita da nulla e nessuno.

2. al contrario, dagli 8 anni in poi, comincia la fase dei sospetti. Ma anche in questo caso, al contrario di quanto si tende a pensare, la rivelazione non arriva in modo improvviso. Anche quel che ha l’apparenza di un drammatico incidente ( i soliti genitori di cui sopra colti nottetempo in flagranza di reato a piazzare i regali sotto l’albero) di solito è solo la conferma di un sospetto precedente.

Tornando all’età (8 anni) chiave per la scoperta della realtà delle cose, è stato uno studio britannico a stabilirla. Il sondaggio, denominato “Santa survey“, il primo accademico internazionale sul tema, ha coinvolto 1200 persone provenienti da diversi Paesi, prevalentemente adulti che riflettevano sulle loro memorie da bimbi. Un terzo degli intervistati ha evidenziato di essere rimasto molto turbato quando ha scoperto che Babbo Natale non era reale, mentre il 15% si è sentito tradito dai genitori e il dieci per cento era arrabbiato. Per molti questo passaggio ha minato la fiducia negli adulti. Il 65% delle persone ha giocato con il mito di Babbo Natale, nell’infanzia, anche se sapeva che non era vero. E il 34% desiderava credere ancora nella sua esistenza.

La cosa più curiosa è che anziché i bambini, a riportare sentimenti di nostalgia e tristezza quando la credenza crolla sono invece i genitori. Che, come un altro studio mostra, hanno un ruolo chiave: quanto il figlio ci crede dipende anche da quanto loro stessi hanno investito nella fantasticheria e quanto sono elaborate le storie che raccontano. E non siate timidi nell’alimentare la “fantasticheria” anche oltre il tempo limite: la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che credere a Babbo Natale, come a molte altre creature fantastiche, sia una fase normale dello sviluppo cognitivo.

“In fin dei conti, quella su Babbo Natale non è una bugia vera e propria, ma una sorta di esortazione a partecipare a una storia di fantasia” sostiene Jacqueline Wooleey, psicologa all’università del Texas. E coltivare la fantasia nei bambini, li rende adulti più liberi e creativi.

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