Amniocentesi: l’esame più temuto della gravidanza

L’amniocentesi è un test di diagnosi prenatale che serve per scoprire se il feto è affetto da sindrome di Down. L’esame permette di analizzare il numero e la forma dei cromosomi del nascituro per scoprire se è stato colpito da questa malformazione nota anche come trisomia 21.

A differenza di altri esami di screening puramente statistici, l’amniocentesi è un esame invasivo e comporta una possibilità di aborto spontaneo dello 0,5%.
Ecco perchè questo esame viene consigliato solo quando il rischio che ci sia un’anomalia è molto elevato, come nel caso in cui la futura mamma abbia un’età superiore ai 35 anni.
In genere una donna a 20 anni ha una probabilità su 1000 di avere un bambino affetto dalla sindrome di Down; a 30 anni la probabilità sale a 1 su 600; a 35 è di 1 su 100.
In quest’ultimo caso l’esame è gratuito mentre il suo costo medio nelle strutture private varia da 1000 a 1500 euro.
Oltre alle over 35, questo esame è gratuito se le gestanti:

Hanno altri figli affetti da malattie cromosomiche
L’ecografia della translucenza nucale (bi-test) ha dato esito positivo
Ci sono stati precedenti aborti spontanei
I genitori sono portatori sani di una malattia genetica (talassemia o distrofia muscolare)
La gravidanza è stata ottenuta con fecondazione artificiale
Hanno contratto una malattia del gruppo Torch (toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus)

Come si esegue:
Con l’aiuto di un ago si preleva un campione di liquido amniotico nel quale è immerso il piccolo. Il liquido è formato principalmente dall’urina del bambino e contiene cellule della cute e del tratto urinario dalla cui osservazione si determina se il feto è affetto dalla sindrome di Down.
L’amniocentesi si esegue tra la 16ª e la 18ª settimana perchè nel periodo precedente la quantità di liquido non è ancora misurabile. Dopo l’aspirazione, che dura pochi secondi e viene eseguita con ago fermo, le cellule vengono messe in coltura. L’esito viene dato dopo 15/20 giorni.
In caso di risultato positivo, se la mamma decide di interrompere la gravidanza, si procede con l’aborto. Il feto viene espulso con un parto vero e proprio. Per la donna il trauma fisico e psicologico che ne consegue è spesso notevole.
La decisione di sottoporsi all’amniocentesi, soprattutto per le donne che non fanno parte delle categorie a rischio, è sempre preceduta da forti dubbi e interrogativi.
Forse l’unica domanda che ha senso porsi in questi casi è: un’eventuale anomalia del feto sarebbe determinante oppure no per il proseguimento della gravidanza?
 

Un Vademecum sulla gravidanza per trovare una risposta alle tue domanda.

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