Allattamento al seno, ultimo tabù da abbattere

Sembra ancora impossibile che un gesto così naturale venga ancora considerato osceno e da compiere in privato. Che ne dite?

«Hey Facebook, l’allattamento al seno non è osceno»: questo lo slogan della petizione comparso qualche tempo fa – ormai verso quota centomila firme – lanciata da Kelly Roman, la 23enne californiana che s’è vista censurare sul celebre network una foto pubblicata nella pagina del proprio profilo, nella quale la giovane mamma era ritratta mentre allattava il figlio. Una vibrante protesta collettiva che non s’è fermata alla semplice raccolta di firme: undicimila manifestanti (per lo più donne ma non solo) si sono ritrovate a Palo Alto, nel quartier generale di Facebook, per un allattamento dimostrativo.

I neonati attaccati al seno no, quindi, i gruppi di fan dei boss mafiosi sì: «Eliminarli sarebbe censura» si giustifica Facebook, obbedendo a una logica eccentrica e discutibile quanto si vuole, ma evidentemente socialmente condivisa più di quanto piaccia ammettere. Ricordate la mamma sorpresa ad allattare in uno dei negozi della catena H&M e quindi allontanata perché l’atto, secondo i gestori, rasentava l’oscenità? E la donna fatta accomodare all’uscita di un bar in malo modo per lo stesso motivo?

Condannare questi episodi di pruriginosa intolleranza è facile, comprenderne le motivazioni più o meno inconsce un po’ meno. Certo, l’erotismo impicito, innocentemente evocato da un gesto di per sé ispirato solo ed esclusivamente alla cura e all’accudimento, potrebbe essere la molla che fa scattare il rifiuto, soprattutto negli uomini. Eppure la pubblicità fa uso a piene mani di messaggi erotici subliminali senza che questo crei alcuno scandalo. C’è un bambino di mezzo, certo. Ma possibile che nell’immagine di un neonato che succhia un capezzolo la valenza metaforica conti a tal punto più del senso proprio da giustificare reazioni scomposte?

Le iniziative organizzate in molte città (la rete di Negozi amici dell’allattamento e i diversi luoghi allestiti per consentire alle mamme di nutrire agilmente il proprio bambino) nonché i dibatti politici sulla maternità come bene sociale da difendere non fanno altro che sottolineare l’esistenza di un problema sul piano culturale. Non per nulla, la provincia italiana (toscana, emiliana e marchigiana soprattutto) è sensibile al tema molto più delle metropoli, dove iniziative analoghe (Latte tra le vie a Formigine, per esempio) non hanno affatto attecchito.

Tutto questo mentre negli ospedali pubblici è attiva una campagna sempre più agguerrita (al limite del fanatismo, in alcune strutture) a favore dell’allattamento al seno, contro quello artificiale, considerato una “moda” insensata, retaggio degli anni Sessanta. Insomma, donne, il messaggio è: allattate, sì, perché fa bene alle future generazioni, ma fatelo a casa vostra, in privato, nascoste alla vista anche dei parenti in visita.

Allattamento al seno, ultimo tabù da abbattere