Allarme piombo e mercurio per le donne in età fertile, soprattutto in città

Le donne in età fertile sono a rischio intossicazione di sostanze inquinanti quali piombo e mercurio: e così anche lo sviluppo cerebrale dei futuri bambini è a rischio.
Alle donne che hanno intenzione di avere un bambino non basta stare lontane da alcool e fumo: una recente ricerca lancia l’allarme e svela che molte, e soprattutto quelle che vivono nelle aree urbane e sono di età compresa tra i 40 e i 49 anni sono a rischio intossicazione da inquinanti ambientali come piombo e mercurio.

Un studio condotto negli Usa ha evidenziato che nelle donne in età fertile che vivono in città i livelli di piombo, mercurio e bifenili policlorurati (PCB) nel sangue sono oltre la media. Un rischio ancora più grave per le donne che hanno in programma di concepire un figlio, poiché queste sostanze mettono in pericolo lo sviluppo del cervello nel feto e nel neonato.

 
I dati sono stati raccolti dai ricercatori della Brown University per mezzo di analisi compiute su 3.173 donne di età compresa tra i 16 e i 49 anni, nel corso uno studio durato cinque anni.
Le analisi del sangue delle donne esaminate hanno rilevato che circa il 23% di loro avevano livelli di queste sostanze tossiche oltre la media.
Secondo la dottoressa Marcella Thompson, che ha coordinato lo studio, piombo, mercurio e bifenili policlorurati (PCB) sono gli inquinanti ritenuti di maggiore interesse dal punto vista sia ambientale che clinico perché sono quelli che persistono di più nell’ambiente.

La ricercatrice osserva che le donne più a rischio sono quelle di età compresa tra i 40 e i 49 anni, non tanto perché più anziane, ma perché le sostanze tossiche tendono ad accumularsi nell’organismo con il tempo. Inoltre, continua Thompson, queste donne sono nate negli anni  tra il 1950 e il 1960, prima che la maggior parte delle leggi di protezione ambientale fossero emanate. Dunque gli inquinanti possono essere passati dalla madre al figlio attraverso la placenta o attraverso il latte materno.

Anche il consumo di pesce e alcol può influire sul rischio di malformazioni al nascituro, sottolinea la ricercatrice: il pesce infatti può essere una fonte di mercurio. Secondo lo studio le donne che consumavano pesce più di una volta a settimana sono risultate avere un rischio maggiore di 4,5 volte di presentare elevati livelli ematici di sostanze inquinanti. Anche le consumatrici di alcol hanno mostrato un aumento di rischio.

Per evitare problemi, gli esperti consigliano alle donne che hanno intenzione di sostenere una gravidanza di sottoporsi a un esame del sangue che accerti l’eventuale presenza di queste sostanze tossiche e il loro livello ematico.

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