Adorabili pesti: quello che nessuno ti dice sui figli

I sacrifici e la stanchezza si annullano quando li guardiamo perché l'amore che proviamo è immenso. Ma ammettere di non sopportarli, ogni tanto, non ci rende cattive madri

Indipendentemente dal contesto in cui si affrontano gli argomenti relativi alla maternità e ai figli occorre sempre prestare molta attenzione perché i giudizi e le critiche sono in agguato. Così come lo è il rischio di cadere in quegli antichi cliché che si perpetuano, ieri come oggi. Quelli nei confronti di quelle che scelgono di avere dei figli quando l’età avanza, lo sono anche per chi, invece, con rammarico e dolore ha ammesso di essersi pentita di quella decisione. E poi c’è chi vive totalmente e solamente in funzione dei figli, tralasciando tutto il resto, dimenticando le esigenze personali.

Scelte che possono essere condivise o meno, ma che rappresentano tutto ciò che siamo, in ogni nostra sfaccettatura. E poi c’è anche chi ha deciso liberamente di non avere figli. Lo ha fatto perché le condizioni economiche non glielo permettono, perché il lavoro è precario, perché gli amori vanno e vengono. E anche perché avere figli può essere davvero una rottura. Affermazione, questa, dura ma cruda. Mamme all’ascolto, avete il coraggio di smentirci?

La verità è che non lo diciamo mai, non ad alta voce almeno. Non lo facciamo perché poi ci sentiamo in colpa, perché noi i nostri bambini li amiamo più della nostra vita e nonostante le notti insonni, i sacrifici e le rinunce, ci basta guardarli, abbracciarli e stare con loro per dimenticare lo stress, le arrabbiature e quelle occhiaie ormai diventare perenni.

Ma la rottura resta e non è certo cancellata dall’amore che nutriamo per loro, lo stesso che non deve essere messo in dubbio solo perché ogni tanto ci lamentiamo, sbuffiamo o ammettiamo di essere stanche. Perché i nostri bambini si nutrono delle nostre energie e non lo sanno, anche se sono educati e rispettosi delle regole che abbiamo fissato. Lo fanno perché sono bambini ed è loro diritto farlo. Così come è nostro quello di essere sincere, con noi stesse e con gli altri.

Sì perché sapere che i bambini, per quando adorabili, sono anche delle pesti che ci levano forze ed energie è doveroso. Lo è per tutte quelle persone che non vogliono figli e che si nascondono anche dietro alle scuse delle condizioni non favorevoli per alleviare quel senso di colpa che la società stessa impone. Perché per quanti passi avanti facciamo, le pressioni sono ancora tante, troppe.

Ma lo è anche per le altre, per le mamme. Per quelle che si travestono da wonder woman perché gli hanno insegnato che è così che deve essere. Ci hanno insegnato che non dovevamo lamentarci dei figli, perché li abbiamo voluti e ora sono “Cavoli nostri”. Indipendentemente da quello che fanno, che dicono, dai caratteri che hanno ereditato loro, le nostre piccole adorabili pesti.

Adorabili sì, ma anche e soprattutto pesti. Non autonomi prima, inesauribili dopo. E poi ancora irascibili, ribelli, egoisti, arrabbiati con il mondo e con i loro genitori. Perché loro sì che possono lamentarsi di come siamo pesanti, antichi e apprensivi. E allora possiamo farlo anche noi perché del resto nessuna storia d’amore è perfetta. Se non volete figli, quindi, va benissimo e se li volete, invece, preparatevi ad affrontare tutto questo.