Gli abbracci della mamma non sono mai troppi

Ci proteggono, ci fanno sentire al sicuro, ci danno la forza e l'energia di cui abbiamo bisogno, ma ci rendono anche persone migliori. Lo conferma la scienza

Le mamme lo sanno bene che non c’è cosa più bella al mondo di stringere tra le braccia i propri bambini, qualsiasi età essi abbiano. E lo sanno bene anche i figli, anche quando crescendo fanno finta di non volerne più o di non avere più bisogno di quelle braccia grandi e confortanti.

Ma la verità è che gli abbracci della mamma non sono mai troppi e sopratutto sono speciali, come solo loro sanno essere. Ci trasmettono tutto l’amore materno, ci proteggono e ci fanno sentire al sicuro, ci danno la forza e l’energia di cui abbiamo bisogno, ma ci rendono anche persone migliori. Secondo la scienza, infatti, sarebbero proprio gli abbracci della mamma a renderci empatici e gentili.

La ricerca, condotta dall’Interdisciplinary Center Herzliya, di Israele e pubblicata sulla rivista scientifica statunitense Pnas, ha rivelato che i bambini che ricevono amore costante sin dalla nascita attraverso il contatto fisico materno, con abbracci, carezze e gesti affettuosi, sviluppano una naturale capacità di essere più empatici e gentili una volta diventati adulti.

L’impatto più grande e importante avverrebbe proprio nei primi giorni di vita. Più il contatto fisico è ravvicinato e costante, più i bambini riescono sviluppare quella particolare capacità di entrare in contatto con le emozioni degli altri attraverso una sensibilità che non appartiene a tutti.

Lo studio è stato condotto su un campione di 96 bambini. I ricercatori hanno seguito le loro fasi di crescita sin dalla nascita, fino all’età di 20 anni per giungere alle conclusioni che abbiamo sopra elencato. L’impatto del contatto materno consolidato con il tempo è quindi determinante nello sviluppo caratteriale dei più piccoli.

Secondo i ricercatori è proprio grazie a quell’affetto manifestato fisicamente che i bambini iniziano a sintonizzarsi con un’altra persona, in questo caso la mamma, sviluppando quindi quelle capacità che gli consentono, poi, di percepire anche le emozioni degli altri. Attraverso questo approccio naturale e non verbale, tra madre e figlio, i bambini imparano a riconoscere i segnali comunicativi che poi ritroveranno nelle interazioni sociali quando cresceranno, sviluppando poi positività, reciprocità e impegno condiviso.

La rivoluzione gentile, quindi, passa per gli abbracci di una mamma che, ora è certo, non sono mai abbastanza.

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Gli abbracci della mamma non sono mai troppi