Elisabetta II, l’ipotesi dell’abdicazione e il futuro della Corona

Dopo la morte del Principe Filippo c'è chi crede che la Regina possa farsi da parte e lasciare il trono, ma gli esperti di corte la pensano diversamente

Nei suoi quasi 95 anni di vita, Elisabetta II di momenti difficili ne ha vissuti parecchi: dalla morte del padre Giorgio VI alla perdita dell’amata sorella Margaret. Ma la scomparsa del Principe Filippo è forse il dolore più grande che la Regina deve fronteggiare perché se n’è andata una parte di lei, il compagno di una vita, il confidente più fidato, l’amico più stretto, il padre dei suoi figli.

L’uomo che l’ha conquistata quando aveva solo 13 anni e che da quel momento non è più riuscita a togliersi dalla mente e dal cuore, tanto da riuscire ad andare contro gran parte della famiglia per riuscire a sposarlo (Guarda qui le foto dei loro oltre 70 anni insieme). Ora che il Duca di Edimburgo non c’è più sono in molti a pensare che per la sovrana sia giunto il momento di farsi da parte, di abdicare in favore dell’eterno erede al trono Carlo, come già da anni si sussurra periodicamente.

E invece chi conosce bene la Regina sostiene che questa ipotesi non sia mai stata presa in considerazione, neanche in questi giorni così bui in cui ha perso l’amore della sua vita, colui che le è stato accanto, sempre un passo indietro nei suoi 69 lunghi anni di Regno.

Gli esperti di corte, infatti, sono convinti che neanche questo lutto potrà dissuadere Elisabetta dal portare a termine la sua missione: “È un lavoro per la vita”, aveva detto tempo fa lasciando ben intendere con quale senso di abnegazione vivesse la sua condizione di guida per il suo popolo e il suo Paese.

“Posso assicurare che la Regina non abdicherà“, ha detto lo storico Hugo Vickers all’agenzia Reuters. “È evidente che la Regina sia in buona salute e sperando nella buona sorte continuerà a essere la sovrana più a lungo possibile”, ha concluso.

In fondo Sua Maestà ha sempre anteposto il bene della Corona ai suoi desideri, cosa che le ha provato scelte sofferte e spesso discussioni con i suoi affetti più cari, ma è così che lei ha sempre interpretato il suo ruolo, con rispetto e devozione incondizionati. È per questo che anche negli ultimi giorni, in cui il Principe Filippo stava male e con una pandemia che continua a mietere vittime, Elisabetta II ha continuato a lavorare e a svolgere i suoi compiti.

Secondo gli osservatori parte delle ragioni che spingono la Regina a non cedere il trono sono da ricercare nel modo in cui lei stessa è diventata sovrana: quando è nata, nel 1926, non era previsto che diventasse lei la monarca, ma l’abdicazione dello zio Edoardo VIII per poter sposare Wallis Simpson ha dato il via a una profonda crisi per la Corona e scombussolato per sempre il destino dei Windsor, modificando in modo radicale la linea di successione al trono, con Giorgio VI chiamato a diventare Re ed Elisabetta II destinata a diventare Regina quando aveva solo dieci anni (destino che si sarebbe compiuto poi a 25 anni alla morte prematura del padre).

Ed è proprio in uno dei suoi primi discorsi pubblici, quello in Sudafrica che la Regina ha espresso chiaramente quale sarebbe stato il suo modo di vivere l’incarico che le era stato affidato: “Dichiaro dinanzi a tutti voi che tutta la mia vita, breve o lunga, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale a cui tutti apparteniamo”. Una promessa ribadita non molto tempo fa, in occasione del 60esimo anniversario dell’ascesa al trono e anche in quell’occasione, quando sui giornali si ipotizzava che l’abdicazione fosse vicina, le fonti di corte assicuravano: “Per la vita significa per la vita”.

Quello di Elisabetta II è un legame per la vita, forte tanto quanto il suo amore per Filippo, durato un’intera vita e che solo la morte ha potuto spezzare.

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