Velo o non velo?

Come un sensibile indicatore della temperatura dei rapporti tra Comunità Europea e Islam, arriva periodicamente sulle prime pagine dei giornali la questione del velo. E’ giusto che in Europa le donne islamiche abbiano il diritto di coprirsi il volto anche in luoghi pubblici?

Anche l’Italia prende posizione. Riguardo alla proposta di legge di proibire l’utilizzo del velo nei luoghi pubblici, il Comitato per l’Islam italiano, costituito presso il ministero dell’Interno, da’ al Parlamento un suggerimento: nel vietare per legge l’uso del burqa e del niqab in Italia, meglio non fare riferimento alla religione islamica.  Nel parere si sostiene infatti che l’uso del niqab e del burqa non ha un’origine coranica e indossarli non è un obbligo religioso

Per questo il governo suggerisce di disciplinare la materia facendo riferimento esclusivo a profili di ordine pubblico. Nel parere trasmesso alla commissione Affari costituzionali di Montecitorio e illustrato dal sottosegretario Alfredo Mantovano si legge: ”Deconfessionalizzata, la questione si risolve in quella piu’ generale concernente l’uso di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico o aperto al pubblico". Si raccomanda quindi di omettere dai testi di legge ogni riferimento all’Islam per "deconfessionalizzare" la legge e per non alimentare polemiche.     

Non sempre le donne che lo indossano vivono il velo come una costrizione. Molte sono sì costrette, ma altre lo fanno per libera scelta o per per motivi religiosi. O semplicemente per una questione di identità culturale. E sempre più spesso si sente di cittadine europee che, dopo il matrimonio con un islamico, scelgono di aderire alla religione di Maometto e di portare il velo.

Certo, c’è velo e velo: un conto è vedere incedere in una metropolitana o in un mercato locale una donna completamente avvolta e nascosta in un burqa (il manto con la grata ad altezza occhi) o in un niqab (un velo che lascia libero solo lo sguardo). Altro sono le islamiche che indossano lo hijab, che copre il capo e le spalle e lascia completamente scoperto il viso. L’effetto su noi occidentali è molto diverso: una donna completamente nascosta non può non comunicarci un senso di oppressione e diventa ai nostri occhi un’insopportabile espressione dell’estremismo islamico sul mondo femminile.

La questione è complessa, la tolleranza e la cautela consigliate. Per esempio, siamo sicure di essere molto più libere e dignitose noi donne occidentali quando ci mettiamo in tenuta da velina? O quando ci lasciamo condizionare dall’aspetto estetico oltremisura? Come sempre una via di mezzo e il buon senso sarebbero auspicabili.  

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