Umberto Eco, scrittore: biografia e curiosità

Umberto Eco è stato un noto filosofo, scrittore e semiologo italiano. Questo grande saggista ha realizzato le migliori opere di successo

Umberto Eco è nato il 5 gennaio 1932 ad Alessandria. Si tratta di uno dei più noti filosofi e scrittori italiani. Umberto Eco è stato un importante saggista. Nel corso della sua carriera ha dato vita a tantissimi saggi incentrati sull’estetica medievale, nonché sulla semiotica. Non sono mancate inoltre tantissime opere importanti di linguistica e vari romanzi. E’ stato fondatore del “Dipartimento della Comunicazione” ed ha ricoperto l’incarico di insegnante e presidente. Lo scrittore ha fatto parte dell’Accademia dei “Lincei”, per il corso di “Scienze Morali e Filosofiche”. Grazie alla sua intensa ed attiva carriera, lo scrittore è diventato uno dei massimi esponenti nel campo della letteratura italiana, grazie i suoi grandi romanzi. Suo padre lavorava nelle “FFSS”. Umberto Eco ha conseguito il suo percorso di studi diplomandosi al “liceo classico” nella città dove è nato. Durante la sua giovinezza, Eco entrò a far parte nella “GIAC”, categoria dell’epoca della “Azione Cattolica”. Agli inizi degli anni ’50 venne selezionato in qualità di organizzatore nazionale del gruppo studentesco della “AC”, attualmente chiamata “MSAC”. Qualche anno dopo si discostò da tale ruolo a causa di alcuni diverbi con altri membri. Durante il suo percorso di studi su “Tommaso d’Aquino” nel periodo universitario, Umberto Eco si allontanò dalla fede, non credendo più in Dio ed abbandonò del tutto la Chiesa. Lo stesso scrittore affermò che furono proprio quegli studi a “curarlo” dalla religione.

A tal proposito Umberto Eco ha conseguito la laurea in filosofia, presentando appunto una tesi incentrata sul campo estetico di “Tommaso d’Aquino”. In seguito iniziò a nutrire interesse verso la filosofia e verso la cultura del medioevo. Lo scrittore non si discostò mai più da quest’ultima tematica per il resto della sua vita, nonostante nei periodi successivi si sia dedicato alla semiotica, alla letteratura e all’arte. Approfondì inoltre vari studi sulla “cultura popolare contemporanea”. Verso la metà degli anni cinquanta uscì la sua prima opera, ovvero un approfondimento della tesi presentata alla laurea, intitolata “Il problema estetico in San Tommaso”. Sempre durante lo stesso periodo, Eco fu vincitore per la Rai per la selezione di alcuni telecronisti e dipendenti. Tuttavia, tutti i vincitori lasciarono l’emittente televisiva dopo qualche anno. Vennero così soprannominati i “corsari” dopo aver conseguito un corso di formazione in tale ambito. Sulla base di questa svolta professionale in Rai, Eco ebbe modo di conoscere personaggi importanti che facevano parte del “Gruppo 63”, a cui lo scrittore si ispirò per la produzione di molte opere, tra cui il famoso elaborato “Fenomenologia di Mike Bongiorno”.

Successivamente, Umberto Eco ricoprì l’incarico di direttore per la casa editrice “Bompiani” fino alla metà degli anni settanta, mentre agli inizi degli anni sessanta uscì il saggio “Opera aperta” che riscosse un successo mondiale e che fu allo stesso tempo un vero e proprio punto di riferimento per il “Gruppo 63”, un’associazione incentrata sul campo artistico e letterario di tutto il territorio italiano che incuriosì molti scrittori dell’epoca. Inoltre, sempre agli inizi degli anni sessanta, Eco ricoprì un ulteriore ed importante incarico, ovvero quello di insegnante in vari istituti su tutto il territorio italiano. Divenne, infatti, professore di semiotica fino ad ottenere il ruolo di direttore per istituti di grande fama. Successivamente diede vita alla facoltà di “Laurea in Scienze della comunicazione”. Divenne anche presidente dell’istituto superiore di “Scienze Umanistiche”, diventando un vero e proprio punto di riferimento per questo campo. Durante il suo percorso professionale, Umberto Eco ha svolto il ruolo di professore all’interno delle principali università in varie parti del mondo, tra cui la “Oxford University” e la “New York University”. Non mancarono alcuni soggiorni a Parigi, sempre in qualità di insegnante. Tuttavia, nell’anno 2007 ha abbandonato questa funzione per via dell’età.

Durante il corso della sua carriera, Eco manifestò interesse anche per quanto riguarda le potenzialità dei mass media in ambito culturale; iniziò così a dedicarsi alla stesura di vari appunti ed articoli per varie riviste. In particolare “Apocalittici e integrati” era incentrato sulla comunicazione in ambito sociale. All’interno di questo elaborato si trovava appunto “Fenomenologia di Mike Bongiorno“. Alla fine degli anni sessanta, uscì la sua prima opera di semiotica “La struttura assente”. Fu inoltre fondatore di “Versus – Quaderni di studi semiotici”, uno dei giornali più importanti basati sulla teoria semiotica per il quale Umberto Eco ricoprì l’incarico di responsabile ed organizzatore del “comitato scientifico” per il resto della sua vita. Il suo debutto nel mondo della narrativa avvenne agli inizi degli anni ottanta, con la sua opera “Il nome della rosa” che ottenne una straordinaria notorietà sia da parte della critica che da parte dei lettori. Il romanzo divenne, infatti, un best-seller mondiale e fu tradotto in ben quarantasette lingue diverse. Il capolavoro è stato premiato con l’importante “Edgar Award” a metà degli anni ottanta. Qualche anno dopo uscì la sua seconda opera, “Il pendolo di Foucault”. Seguirono infine numerosi romanzi di successo tra cui “L’isola del giorno prima” ed “Il cimitero di Praga”. Umberto Eco si è spento il 19 febbraio 2016 all’interno della sua abitazione a Milano, affetto da una malattia incurabile. I funerali si sono svolti quattro giorni successivi alla sua morte presso il “Castello Sforzesco” di Milano.

Umberto Eco, scrittore: biografia e curiosità
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