Il tweet sulle “donne brutte” di Burioni non è affatto divertente

Roberto Burioni ha scritto un tweet sulle “donne brutte” che sta facendo molto scalpore sul web: ecco cos’è successo

Negli ultimi giorni sta facendo molto discutere un tweet del famoso virologo Roberto Burioni sulle cosiddette “donne brutte”. Ecco perché non ci fa ridere.

Roberto Burioni è un virologo molto famoso per i suoi messaggi social pungenti contro chi si professa medico su Facebook e ha imparato ciò che sa sui vaccini da vivalebufale.org. Per questo è diventato praticamente una star del web, osannata da molti e avversata da tanti. Su questo, nulla da dire. Ma l’ultimo tweet di Roberto Burioni non è esattamente in linea con il lavoro di divulgazione scientifica che fa giornalmente. Anzi, ci riporta anni indietro. Il messaggio del virologo dice esattamente questo: “Quando in giro vedo una donna brutta la guardo sempre con attenzione. Nel 99,9% dei casi mi rendo conto che se si curasse, se dimagrisse e via dicendo non diventerebbe bella, ma certo di aspetto non sgradevole. Una volta che si è non sgradevoli la partita è aperta. Fidatevi”.

Il tweet ha sollevato un mare di proteste. Cosa c’è di sbagliato in questo messaggio? Effettivamente Roberto Burioni potrebbe aver ragione: se una donna si curasse, potrebbe essere meno “brutta” ed essere più gradevole, e così riuscire a trovare un partner. Ma la cosa che ci dobbiamo chiedere è: chi decide cosa è bello e cosa no? Chi decide cosa è gradevole e cosa no? Ma soprattutto: perché dobbiamo essere carine e compiacenti a tutti i costi? Chi l’ha detto che una donna debba dimagrire, truccarsi, farsi i capelli, solo per essere decente agli occhi degli altri (tradotto: il genere maschile) e a quelli di Roberto Burioni?

Il mondo è pieno di corpi non normati e che non corrispondono esattamente ai canoni estetici che sono imposti dalla nostra società. Una ci mette tanto ad accettarsi con la cellulite – perché sì, tutte le donne tranne forse Naomi Campbell ce l’hanno, e ci siamo anche stufate di stare sempre appresso a creme, cremine, massaggi da centinaia di euro e stimolazioni varie – e poi arriva Roberto Burioni a dire che non si fa abbastanza. Il fatto è che le donne devono essere libere di decidere – senza nessuno che interferisca – di fare quello che vogliono e le fa sentire meglio. Vogliono truccarsi? Benissimo. Vogliono uscire di casa senza essersi pettinate? Alla grande. Vogliono mangiare la pizza e non andare in palestra? Perfetto. Vogliono fare crossfit tutti i giorni? Da paura.

Forse sarebbe il caso di smetterla di guardare alle donne e dire quello che devono o non devono fare sempre in un’ottica di essere appetibili per il maschio italico. Forse sarebbe il caso di aprirne un’altra di partita: quella dell’autodeterminazione.

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