Sesso? No, grazie. Boom di cinture di castità

Nuova moda per un vecchio attrezzo. Usato con obiettivi ben diversi

Sarà anche un fenomeno in certa misura prevedibile questo ritorno all’astinenza in tempi di relativa libertà sessuale, di coppie più o meno aperte, di confini labili e di amicizie erotiche. Certo è che il boom di vendite di cinture di castità genera un certo sconcerto.

Eppure è così: a Gubbio, centro mondiale di un’attività artigianale che parrebbe senza futuro, fanno affari d’oro. L’azienda che, tra gli articoli medievali di vario genere prodotti sforna anche cinture di castità, lavora alacremente per accontentare i numerosi clienti che fanno ordini da una parte all’altra del globo. Se i cinesi chiedono modelli rivestiti in raso, russi, americani e arabi vanno più sul tradizionale.

L’importante è che il manufatto sia solido e affidabile. I prezzi sono abbordabili e variano dai 158 euro della cintura di castità maschile, ai 143 di quella femminile. Motivo dell’acquisto? Goliardia, per lo più, soprattutto in occasione di feste di addio al celibato o per regali ironici. Sex toy, sicuramente (anche un po’ sadomaso). E collezionismo, anche.

Ma anche vero e proprio esercizio dell’astistenza sessuale, spesso a titolo di espiazione o di esercizio spiritual-corporale religioso. Propria e altrui. Gira infatti voce che tra i clienti dell’azienda eugubina ci sia stato anche un anonimo signore londinese che ha procurato (e imposto) la cintura alla bella mogliettina, in partenza sola soletta per una vacanza in Grecia. All’insegna, insomma, del “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

Unico intoppo per i grandi moralizzatori e gli astinenti più o meno volontari: il metal detector. Pare infatti che la signora sospetta di fughe romantiche e fedifraghe sia stata fermata poco dopo il check-in: tre chili di imbarazzante lucchetto hanno costretto la casta diva a rimanere a terra.

La soluzione? Gli ultimi, modernissimi modelli presenti sul mercato in policarbonato. Invisibili, giura l’azienda produttrice, e adattabili grazie a una serie di distanziatori all’anatomia di ciascuno. Ma soprattutto dotati di un set di lucchetti numerati e quindi controllabili.

Sesso? No, grazie. Boom di cinture di castità