Renato Guttuso, pittore: biografia e curiosità

Renato Guttuso è stato un pittore, uno scrittore e un politico siciliano; ripercorriamo la vita e la lunga carriera di questa poliedrica figura del secolo scorso

Renato Guttuso è nato a Bagheria il 2 gennaio 1912. Il padre Gioacchino, di professione agronomo, era di idee liberali, mazziniane; inoltre, scriveva poesie, suonava il pianoforte, dipingeva. La madre, Giuseppina d’Amico, era casalinga, aveva un buon orecchio per la musica e si dilettava di poesia. Renato frequenta le scuole elementari a Bagheria, il ginnasio e il liceo a Palermo, ma sin dall’adolescenza la sua passione è la pittura. A Bagheria visita spesso la bottega di Domenico Quattrociocchi, della scuola post-impressionista e naturalista, e quella di Emilio Murdolo. Più tardi, a Palermo, frequenta lo studio del pittore Pippo Rizzo, futurista. Ottenuta la maturità classica, nel 1930, si iscrive alla Facoltà di Legge dell’Università di Palermo, per lasciarla l’anno successivo e dedicarsi completamente alla pittura. La sua prima esposizione è del 1928, alla Mostra Sindacale Siciliana. Nel 1931 partecipa alla Prima Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma con due dipinti, “Mediterraneo” e “Donne alla fontana”, ammessi dalla giuria. Nel 1932 prende parte all’esposizione “Gruppo di pittori siciliani” organizzata alla Galleria del Milione di Milano. Collabora, poi, al giornale “L’Ora” di Palermo con articoli su Mafai, “In morte di Scipione, Picasso e la pittura moderna”.

Nel 1934 espone nuovamente alla Galleria del Milione di Milano. Sempre a Milano, nel 1935-36, Renato Guttuso compie il servizio militare e stringe amicizie, che sono anche legami di solidarietà culturale, con Sassu, Birolli, Fontana, Manzù, Treccani, con i critici de Grada e Morosini, con gli architetti Persico e Pagano, con il filosofo Banfi e con il poeta Quasimodo. Nel 1937 si insedia a Roma e lo studio di piazza Melozzo da Forlì diventa ben presto il luogo d’incontro dell’intellighenzia romana, in un clima che sa già di fronda rispetto alla cultura dominante. Incontra, qui, Mimise Dotti, che diventerà sua moglie qualche anno dopo. Nel 1938 si ha la sua mostra personale alla Galleria La Cometa di Roma ed inizia a dipingere la “Fucilazione in campagna” consacrata alla memoria del poeta spagnolo Garcia Lorca. L’anno successivo espone alla III Quadriennale di Roma, partecipa alla seconda mostra di “Corrente” alla Galleria Grande di Milano e scrive articoli e saggi per le riviste “Le Arti” e “Primato”; sempre nel 1939 il “Selvaggio” di Mino Maccari destina un suo numero ai lavori di Guttuso. Nel 1940 è protagonista di una mostra a Genova, introdotta da Alberto Moravia; qui il pittore espone “Ritratto di Montale” che scatena l’entusiasmo del collezionista Della Ragione e una prima vera valutazione dei suoi quadri in senso di mercato.

Lo stesso anno si iscrive al Partito Comunista Italiano. Tra il 1931-42 dipinge la “Crocifissione” che suscita violente polemiche. Nel 1944 prende parte alla Resistenza, mentre nel 1945 compie numerosi viaggi in Francia, dove conosce Pablo Picasso, diventandone amico. Nel 1948 partecipa con gli artisti appartenenti al “Fronte Nuovo delle Arti” alla XXIV Biennale di Venezia e viene nominato membro del Consiglio mondiale della Pace al Congresso di Varsavia. Nel 1950 espone alla Biennale di Venezia il grande quadro “Occupazione di terre incolte in Sicilia” e organizza una mostra alla Hannover Gallery di Londra. Nel 1951 viene eletto membro del Comitato Centrale del PCI dal VII Congresso ed è rieletto in quelli successivi. Nel 1954 Renato Guttuso è il protagonista di una mostra itinerante nell’Europa dell’Est; lo stesso anno espone a Venezia il quadro “Boogie-Woogie”. Nel 1955 prende parte alla Quadriennale di Roma con 9 quadri; la presentazione del catalogo è affidata ad Elsa Morante. Nel 1958 espone alla ACA Gallery e alla Heller Gallery di New York 37 dipinti e 85 tra disegni, acquarelli e pastelli. Nel 1960 partecipa con una sala personale alla Biennale di Venezia. L’anno seguente espone con Manzù alla Galleria La Nuova Pesa di Roma; inoltre, una mostra antologica con 150 delle sue opere viene portata al Museo Puskin di Mosca e all’Ermitage di Leningrado.

Nel 1966 realizza il Ciclo autobiografico che comprende 36 quadri, quasi tutti di grandi dimensioni, e 62 tra disegni a acquarelli. La serie completa viene esposta l’anno successivo a Darmstadt e poi ad Anversa, Amburgo, Praga e Ferrara. Nel 1967 una mostra antologica viene presentata a Berlino Est. Nel 1970 una sua raccolta di disegni realizzati tra il 1930 e il 1970 viene introdotta da Giuseppe Ungaretti. Nel 1971 la Regione Sicilia appronta una mostra antologica della sua opera creativa nel Palazzo dei Normanni; il catalogo è arricchito da scritti di Leonardo Sciascia. Nel 1972 dipinge “I funerali di Togliatti”, quadro che viene esposto alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna; lo stesso anno esce “Mestiere di pittore”, un libro che raccoglie i suoi scritti sull’arte e sulla società. È insignito del Premio Lenin per la pace. Renato Guttuso espone nel corso degli anni Settanta a Milano, Berlino Ovest, Mosca, Praga, Budapest, Venezia, Roma, Ginevra, Torino, Todi, Colonia, Verona, Stoccolma e Londra. Nel 1978 una sua mostra di disegni, tra cui una serie di studi da Michelangelo, viene presentata al Museo della Basilica di San Francesco d’Assisi. Nel 1976 e nel 1979 viene eletto senatore della Repubblica. Il pittore muore, in isolamento, il 18 gennaio 1987.

Renato Guttuso, pittore: biografia e curiosità
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