Meghan Markle teme il tribunale: la strategia per mettere tutto a tacere

Meghan Markle teme situazioni imbarazzanti con suo padre. Per questo i suoi avvocati stanno cercando di trovare un accordo prima di finire in Aula

Meghan Markle non vuole che la causa intentata contro l’Associated Newspapers finisca in tribunale e ha incaricato i suoi avvocati di sistemare la questione trovando un accordo prima che i suoi affari vengano resi pubblici in Aula col rischio di creare una situazione imbarazzante tra lei e suo padre.

La moglie di Harry aveva denunciato l’Associated Newspapers per violazione della privacy e del copyright, dopo che un’estratto di una lettera privata a suo padre Thomas Markle era comparsa sul Mail on Sunday. Questo accadeva nell’agosto 2018, tre mesi dopo il suo matrimonio con Harry.

Lo scorso ottobre Meghan ha vinto l’istanza di rinvio del processo che sarebbe dovuto iniziare l’11 gennaio, mentre è stato posticipato nell’autunno 2021. Il giudice Warby ha affermato che la sua decisione si è basata su “motivi riservati” presentati dal team legale di Meghan durante un udienza a porte chiuse. Il processo infatti potrebbe mettere Lady Markle contro suo padre in Aula. Ma forse questa situazione scomoda potrebbe essere evitata, se gli avvocati di Meg trovano un accordo prima di arrivare in Aula. In un periodo così difficile, non ci vorrebbe anche questa prova per i Sussex.

Molto spesso la questione in questi casi si risolve con una cifra di risarcimento e delle scuse pubbliche. Entro la settimana si conoscerà l’esito del confronto tra le due parti e forse Meghan potrà risparmiarsi di mettere in piazza il rapporto contrastato con papà Thomas che fin dai tempi del matrimonio con Harry l’ha messa a disagio. Senza contare gli interventi della sorellastra in difesa di Mr Markle.

Durante l’udienza virtuale di martedì scorso – la prima di un procedimento di due giorni – è stato letto un passo inedito della lettera di cinque pagine che Meghan inviò a suo padre: “Non chiedo altro che la pace e auguro lo stesso a te“. Il legale della Markle, Justin Rushbrooke, si è detto fiducioso per una rapida conclusione, perché – ha affermato – non ci sono elementi a sostegno della tesi dell’Associated Newspapers.

Ha aggiunto l’avvocato che la lettera di Meghan era “intrinsecamente privata, personale e sensibile” e che sua pubblicazione è da considerare “una triplice invasione dei suoi diritti alla privacy”. Era “un accorato appello di una figlia angosciata al padre”, ha continuato Rushbrooke, come riporta People.

Nei documenti del tribunale depositati dal suo team legale, la lettera di Meghan è stata classificata come un tentativo personale di impedire a suo padre di parlare con i media.

“L’atto di scrivere una lettera personale a un parente stretto, amante o amico pone inevitabilmente lo scrittore in una posizione non protetta e potenzialmente vulnerabile perché le parole scelte e il modo in cui lo scrittore sceglie di esprimersi sono per il destinatario e nessun altro”, si legge nei documenti depositati in Tribunale. Mentre la controparte aveva cercato di dimostrare che Lady Markle non scrisse da sola la lettera ma si fece aiutare dal suo staff e dunque non si tratterebbe di un documento privato in senso stretto né di un’opera di sua mano.

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