Meghan Markle si prende la sua rivincita: vittoria schiacciante contro i tabloid

Meghan Markle ha stravinto nella battaglia legale contro i tabloid britannici: la Duchessa di Sussex può tirare un sospiro di sollievo

Meghan Markle ha stravinto nella causa contro i tabloid britannici. La Duchessa di Sussex è riuscita a portare a casa un vero e proprio trionfo, facendo valere una volta e per tutte il suo diritto alla privacy ed evitando di tornare in tribunale per un (altro) eventuale processo.

La testimonianza-bomba che rischiava di rovinarla per sempre

Non è difficile immaginare i festeggiamenti nella mega villa californiana dei Duchi di Sussex. Meghan Markle ha rischiato davvero grosso con la testimonianza-bomba di Jason Knauf, l’ex addetto stampa che era stato convocato nella nuova udienza del processo d’appello tra la moglie di Harry e i tabloid britannici DailyMail Mail on Sunday, per raccontare la sua esperienza.

Quella di Knauf è stata una deposizione decisamente poco lusinghiera per Meghan, talmente forte che la Duchessa temeva potesse ribaltare la sentenza. Lui era lì quando la coppia Reale rileggevano e correggevano la famigerata lettera scritta da Meghan al padre Thomas Markle, poi arrivata ai tabloid britannici e da cui si è scatenato questo putiferio legale. E sempre lui ha dipinto il ritratto di una donna prepotente e dispotica, capricciosa e indisponente, confermando quindi le voci che da tempo aleggiano sulla sua persona e le accuse di bullismo da parte dello staff.

Le email incriminate e le scuse di Meghan

Quando il Mail on Sunday ha impugnato la sentenza, tutti abbiamo immaginato che non sarebbe stata di certo una passeggiata per la Duchessa di Sussex. E così è stato, non solo per la testimonianza di Jason Knauf ma anche per via delle email e dei messaggi messi agli atti che dimostravano che in realtà Meghan sapeva perfettamente che la lettera “privata” rivolta al padre sarebbe potuta finire sulle pagine dei tabloid inglesi. Anzi, ancora peggio: si è avvalsa della collaborazione di Jason Knauf proprio prevedendone la pubblicazione a mezzo stampa.

E poi c’è stato il caso del libro, Finding Freedom, che ha messo Meghan ulteriormente sotto una cattiva luce. La Duchessa, infatti, aveva negato in tribunale di aver contattato gli autori di questa biografia su lei e il marito Harry, cosa smentita dalle prove. Gravissime accuse di spergiuro, dopo le quali Meghan si è scusata davanti alla Corte per questa svista: “Mi scuso con la Corte per il fatto che non avevo ricordato questi scambi in quel momento. Non avevo assolutamente alcun desiderio o intenzione di fuorviare l’imputato o la Corte”.

Le parole di Meghan dopo la vittoria

Nonostante tutto, Meghan Markle ha definitivamente vinto contro il DailyMail e il Mail on Sunday, scongiurando l’eventualità di un nuovo processo. La Corte d’Appello si è pronunciata a favore della Duchessa, confermando la decisione del primo giudice secondo cui Meghan aveva una “ragionevole aspettativa di privacy” riguardo alla lettera e che i contenuti erano “personali, privati ​​e non questioni di pubblico interesse”.

Meghan Markle, subito dopo la sentenza, ha rilasciato una dichiarazione: “Questa è una vittoria non solo per me, ma per chiunque abbia mai avuto paura di difendere ciò che è giusto. Sebbene questa vittoria rappresenti un precedente, ciò che conta di più è che ora siamo abbastanza coraggiosi da rimodellare un’industria dei tabloid che condiziona le persone a essere crudeli e trae profitto dalle bugie e dal dolore che creano”.

Poi ha aggiunto: “Fin dal primo giorno (…) l’imputato ha trattato (la causa, ndr) come un gioco senza regole. Più a lungo la trascinavano, più potevano distorcere i fatti e manipolare il pubblico, rendendo un caso semplice straordinariamente contorto al fine di generare più titoli e vendere più giornali, un modello che premia il caos al di sopra della verità. Nei quasi tre anni da quando è iniziato, sono stata paziente di fronte a inganni, intimidazioni e attacchi calcolati.(…) I tribunali hanno chiamato a rispondere l’imputato e la mia speranza è che tutti cominciamo a fare lo stesso. Perché per quanto tutto questo possa sembrare dalla tua vita personale, non lo è. Domani potresti essere tu. Queste pratiche dannose non accadono una volta: sono un fallimento quotidiano che ci divide e tutti meritiamo di meglio”.

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