Il liceo classico “dà senso alla vita”: boom di iscrizioni

Classico o scientifico? A Milano i banchi di scuola per studiare latino e greco non bastano più. Il prof Roberto Vecchioni ha detto la sua. Voi da che parte state?

Studiano, i ragazzi del liceo (liceo che, peraltro, si avvia ad essere più breve). E non lo fanno per dovere. Lo fanno per un domani pieno di interrogativi. Di quelli belli, però. Perché non sono ancora adulti. Perché per loro è tutto bianco o è tutto nero. Alle sfumature della vita ci arrivano piano piano. Li senti parlare, e pensi “ce la faremo”. Pensi che l’umanità una speranza davvero ce l’ha. E quella speranza passa proprio dalla scuola. E pazienza se poi, magari, i loro sogni rimarranno tali. Pazienza se un giorno si arrenderanno alla vita.. Perché ci possono essere gli sconfitti, è il gioco del mondo. Ma finché anche solo un bambino ormai cresciuto prenderà in mano un libro, ce la potremo fare per davvero.

Ecco quindi che, la notizia dei licei classici presi d’assalto, è una bolla d’ossigeno che vola alta nel cielo. A Milano, le aspiranti matricole del classico sono passate dal 3 all’8% del totale dei liceali. E, per la prima volta, le scuole della città hanno dovuto rifiutare alcune domande. Così, i ragazzi si trovano rimbalzati da un liceo all’altro. Ma non si arrendono. Vogliono studiarli, il greco e il latino. Vogliono provare a capirlo questo mondo. «Molti si accorgono che in un mondo appiattito sull’apparenza e svuotato di valori è necessario cercare, attraverso lo studio dei classici, le origini di ciò che può dare un senso all’esistenza»: commenta così la vicenda, nel corso di un’intervista al Corriere della SeraRoberto Vecchioni. Che, oltre ad essere un cantautore, ha insegnato lettere al liceo per quarant’anni. E che oggi è docente di “Forme di poesia in musica” all’Università di Pavia.

«Abbiamo fatto di tutto per dare un significato alla nostra vita: movimenti politici, rivoluzioni, fino ad arrivare al “tecnicismo”, del quale siamo diventati schiavi, mentre l’antica Grecia era padrona della tecnica. La cultura classica ci rende liberi e ci aiuta a capire che non c’è una forma di evoluzione univoca, ma un progresso utile e uno inutile», ha spiegato. Perché in fondo sta proprio lì, il senso del liceo. Aiuta ad essere liberi. E c’è forse un sogno più grande della libertà, per un ragazzo?

Il liceo classico “dà senso alla vita”: boom di iscrizioni