Kate e Meghan, partorire come loro ora si può anche in Italia (con l’ipnosi)

Partorire con l'autoipnosi, come Kate Middleton e Meghan Markle, diventerà realtà anche nel nostro Paese

L’autoipnosi medica come tecnica per ridurre il dolore del parto sarà praticata a partire dal prossimo autunno presso l’Ospedale Mauriziano di Torino, a seguito della diffusione di questa metodica grazie a Kate Middleton e Meghan Markle.

Entrambe le Duchesse hanno trovato sollievo nel praticare l’hypnobirthing per dare alla luce i loro bebè. Si tratta di una tecnica utilizzata già da diversi decenni, che consiste nell’insegnare alla gestante ad entrare in uno stato di semincoscienza durante il quale i dolori del travaglio vengono percepiti in maniera ridotta. A dare ampia diffusione a questa pratica è stata per prima Kate Middleton, quando era in procinto di partorire il suo primogenito George. A quell’epoca si è a lungo parlato dell’autoipnosi, vista la particolare scelta della duchessa di Cambridge. A quanto pare, aveva già messo in pratica questa metodica durante i primi mesi di gravidanza, alleviando almeno un pochino le fastidiose nausee che per lei si erano trasformate nell’incubo dell’iperemesi gravidica.

Visto il successo dell’hypnobirthing, Kate ha deciso di mettere al mondo anche Charlotte e Louis allo stesso modo. E qualche mese fa Meghan Markle ha seguito il suo esempio, praticando l’ipnosi medica durante il parto del suo piccolo Archie. Ora questa tecnica si sta diffondendo a macchia d’olio, e presto sarà possibile usufruirne anche a Torino. Ma quali sono gli effettivi vantaggi e i requisiti per poter praticare l’autoipnosi come alternativa all’epidurale?

L’obiettivo è quello di portare la futura mamma ad uno stato che somiglia al sonno, mediante il ricorso a tecniche di respirazione e di rilassamento. In questo modo viene attenuato il dolore del parto e si riducono i tempi del travaglio, perché la gestante è più libera di accompagnare i movimenti destinati a portare alla luce il bambino e ha in circolo un maggior livello di endorfine. Però non è possibile praticare l’ipnosi su tutte le donne: il primo requisito è che la gravidanza non sia problematica, ed è poi necessario verificare se la gestante sia sensibile a questa tecnica. Si stima infatti che circa il 20% delle persone non riesca ad essere soggetta all’autoipnosi, rendendo di fatto impossibile praticarla durante il parto.

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