I potenti non sono mai impotenti

Per  il maschio del mondo la potenza fisica, (sessuale) è sempre stata segno di grandeur. L’uomo che molto ama è forte, colui che ha molte donne è un vero macho. L’harem è simbolo di autorità e Don Giovanni e Casanova due personaggi di indiscutibile fascino che evocano seduzione, ars amatoria e rispetto.
Insomma l’uomo che fa sesso è invincibile, virile e possente.

Un pensiero condiviso in molti ambienti di potere, da quello politico all’intellettuale, dall’entourage aristocratico al circolo degli industriali che ha creato da sempre scandali, cadute di immagine, dimissioni e imbarazzi collettivi.

La mancanza di virilità dunque è sempre stata uno spauracchio per chi viene da Marte.

Coeundi e generandi, le due possibilità contempate dalla legge: la prima, che fa più paura, porta all’annullamento dei matrimoni e impedisce il rapporto fisico. L’altra più blanda, non copre di vergogna ma non permette di avere una prole, equivale cioè alla sterilità; una bazzecola in confronto…

Negli anni Novanta arriva la rivoluzione: Newsweek mette in copertina il Viagra – una insperata pillola del sesso – risolvendo così il  problemino meccanico agli amanti in difficoltà e il termine è quasi scomparso dal vocabolario.

Nel secolo passato l’impotenza era una vera beffa del destino. Fiumi di inchiostro hanno dato vita a romanzi sul piccante argomento, film indimenticabili, per non parlare di pettegolezzi sussurrati nei salotti che narravano allegramente e sadicamente di matrimoni in bianco e figli chissà di chi…
Come dimenticare Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati trasformato in film con un giovanissimo Marcello Mastroianni sposato alla infelice e illibata Claudia Cardinale! O il sensuale e conturbante fascino carnale di Paul Newman – nella commedia La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams – nonostante una innominabile e temporanea impotenza.

Ora, un libro fresco di stampa sull’argomento – Storia dell’impotenza – sdogana il difettuccio: non era mica così raro, anzi!  Il modo di narrare e descrivere il tema dello scrittore Angus McLaren è stato definito “esilarante”, ma è assolutamente serio e documentabile. Infatti l’autore per confermare le sue tesi attinge a trattati, fonti storiche e letterarie, opere d’arte e del cinema.

Ed ecco comparire le difficoltà e le conseguenze dell’incapacità di Luigi XVI di consumare il matrimonio, pare ci vollero otto anni prima che lui e Maria Antonietta si decidessero a congiungersi, dell’ansia di George Washinton per l’impossibilità di procurasi un erede, fino alla famiglia Hussein – dal padre ai figli – che pare sia una grande consumatrice di Viagra.

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I potenti non sono mai impotenti