Gli Stati Uniti delle Donne

Hillary ha vinto le primarie e si prepara a sfidare Trump. A darle una mano ci pensa Obama, ma non quello che fa il presidente

Il 14 giugno a Washington ci sarà una festa piena di donne. Un evento super ospitato in una casa davvero speciale: la Casa Bianca. La first lady Michelle Obama ha organizzato gli Stati Uniti delle Donne, un grande incontro per parlare di diritti, discriminazioni e prospettive di tutto l’emisfero femminile.

In tutti i Dipartimenti del governo Obama saranno ospitate conferenze alle quali parteciperanno insieme donne famosissime e donne assolutamente sconosciute per studiare le azioni da intraprendere per mettersi al pari con gli uomini, in termini di potere e di prospettive. L’evento, che esalta le capacità femminili e la necessità di rafforzare le donne per avere un mondo migliore, sarà un gigantesco spot per Hillary Clinton, prima donna della storia americana a candidarsi alla Casa Bianca. Michelle Obama la sosterrà mostrando tutte le virtù del suo sesso, come ha già dimostrato girando un video per presentare gli Stati Uniti delle Donne. Vi appaiono celebrità femminili di ogni ambito e settore: dalla superstar della tv Oprah Winfrey, che la intervisterà anche durante la conferenza, all’attrice Meryl Streep, dalla protagonista del Saturday night Tina Fey alla presidente di “Genitorialità pianificata” Cecile Richards fino alla fondatrice di MuslimGirl.net Amani Al-Khatahtbeh e all’attrice transgender Laverne Cox.

Certo, oltre allo spettacolo ci saranno i temi “seri”: la lotta alla violenza sessuale, il problema della parità salariale, le questioni dell’istruzione e della copertura sanitaria. Si parlerà di come educare gli uomini a realizzare che il sesso non consensuale è violenza e che guadagnare più delle donne che fanno il loro stesso lavoro è un’ingiustizia. Michelle porterà un gruppo di esperti a dimostrare che suo marito ha fatto dei progressi, ma che ne vanno fatti ancora, soprattutto nella conquista del potere. Ed ecco che torniamo ad Hillary.

Solo il 14 per cento dei lavori dirigenziali in America sono in mano alle donne, e nel settore della finanza – quello che ha causato tanti mal di pancia in questi ultimi anni – non c’è nemmeno un amministratore delegato di sesso femminile. Magari qualcuno farà anche notare che dal 2014 la presidente della Fed è una donna, e che proprio da quell’anno si sono cominciati a vedere i primi segni di ripresa. In ogni modo il messaggio sarà inequivocabile: per dare una marcia in più all’America, quello che va cambiato è il sesso. Il voto a una donna ha un valore aggiunto, indipendentemente dal suo colore politico.

cecilia-tosi120CECILIA TOSI
È l’autrice di Il terrorismo spiegato ai ragazzi (Imprimatur). Esperta di politica internazionale, curatrice della rubrica Domina per Limes, Rivista italiana di geopolitica. Già caporedattrice del settimanale Left, collabora con numerose testate nazionali e internazionali. Qui potete leggere la sua rubrica su Limes

 

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