Giocava nella Roma, poi è finito nella foresta tropicale

Le sue marcature nei derby sono rimaste nel cuore dei Giallorossi. Ma guardate un po' che avventura ha vissuto in Brasile

Oggi fa il commentatore sportivo in tv ma Marco Delvecchio, classe 1973, è stato un grande calciatore. Le sue marcature nei derby romani sono rimaste nella storia del pallone italiano. «Entrare allo stadio prima del derby mi ha sempre trasmesso una carica unica: vedere gli spalti pieni e l’entusiasmo, ascoltare i cori sono emozioni che possono trasformare la tua preparazione alla gara», ha detto lui stesso.

Conta 22 presenze e 4 gol con la Nazionale italiana, è il secondo miglior marcatore dei derby di Roma con 9 reti (a pari merito con Dino Da Costa). E poi uno scudetto con la Roma (2000-2001), una Supercoppa (2001). Insomma, una grande carriera. Ma se non avesse avuto la fortuna di nascere in Italia, cosa avrebbe fatto?

Marco Delvecchio ha provato a rispondere a questa domanda accettando la sfida di un bambino brasiliano. E’ partito per la terra della samba e del carnevale, per provare a capire cosa ne sarebbe stato di lui e della sua carriera calcistica “Se fosse nato in… Brasile“. Scoprite come è andata a finire la sfida di calcio in questo video:

DOVE E’ ANDATO MARCO DEL VECCHIO
I video che vedete qui sono stati girato in Pernambuco, lo stato più povero Brasile. Qui il clima è molto vario: arido all’interno e tropicale verso la costa sull’Atlantico.

Molte centinaia di famiglie, emigrate dalle aree rurali per sfuggire alla fame e alla miseria in seguito alla crisi della produzione di canna da zucchero, affollano le favelas di Barbalho e Piripama – alla periferia della città di Cabo de Santo Agostinho – dove abitano in baracche abusive, fatiscenti e sovraffollate, in condizioni di degrado e senza accesso ai servizi di base. Queste baraccopoli si sono estese anche ad aree inadatte all’insediamento, dove frane e alluvioni aggravano ulteriormente il già estremo disagio degli abitanti. Poiché l’insediamento è abusivo, lo sfruttamento è all’ordine del giorno: le famiglie vengono costrette illegalmente a pagare la propria occupazione al racket locale. La povertà è aggravata da fattori quali la delinquenza, la disoccupazione e l’assenza totale di servizi e infrastrutture.

Nelle baracche, costruite con plastica, legno e lamiera, mancano acqua corrente, elettricità e servizi igienici. L’acqua, contaminata e non filtrata, contribuisce alla diffusione di gravi malattie: dissenteria, epatite e altre infezioni sono la principale causa dell’elevata mortalità infantile. Le poche strutture sanitarie, male attrezzate e sprovviste di farmaci e personale, sono del tutto inadeguate.

Oltre il 10 % della popolazione è analfabeta. Le scuole sono sprovviste di materiale didattico, la qualità dell’insegnamento è scarsa e il lavoro minorile è molto diffuso per l’esigenza di contribuire, fin da piccoli, al reddito familiare. Molti bambini sono costretti a rinunciare all’istruzione e a restare sulla strada, esposti a molti pericoli, tra cui traffico di droga, criminalità, sfruttamento e prostituzione.

A causa del degrado, della disoccupazione e della disperazione delle famiglie, si registra anche un preoccupante aumento dei maltrattamenti e delle violenze domestiche ai danni delle donne e dei bambini.

ActionAid lavora in diverse comunità alla periferia di Cabo de Santo Agostinho, insieme all’organizzazione locale CMC (Centro das Mulheres do Cabo), per garantire a tutti i diritti fondamentali all’istruzione, al cibo e alla salute.

Promuove l’accesso all’istruzione per bambini e ragazzi sensibilizzando la popolazione sull’importanza del diritto allo studio. Ristruttura le scuole, le rifornisce di libri e crea spazi per l’infanzia nelle comunità. Per i bambini organizza attività ludiche e corsi di educazione ambientale, lettura e scrittura, che portano a un miglioramento del comportamento e del rendimento scolastico. Combatte le discriminazioni verso i bambini con disabilità e ne favoriamo l’integrazione. Coinvolgiamo gli adolescenti in attività culturali, sportive e ricreative in grado di tenerli lontano dalla violenza della strada e dalla droga.

Per migliorare il reddito delle famiglie, promuove lo sviluppo di attività legate all’agricoltura e all’allevamento. Organizziamo seminari e corsi di formazione sulla produzione e la vendita di alimenti e oggetti artigianali.

Con riferimento alla grave situazione sanitaria, ActionAid organizza incontri di sensibilizzazione con giovani e adulti delle comunità su temi quali prevenzione, igiene, salute e sessualità. Installa servizi igienici e depuratori che consentono l’accesso all’acqua pulita, per contribuire alla riduzione delle malattie correlate alle infezioni e alla contaminazione dell’acqua. Ristrutturiamo i centri medici e promuove la presenza regolare del personale sanitario per garantire alle famiglie un servizio di assistenza continuo.

ActionAid favorisce il rispetto delle donne e la loro partecipazione ai processi decisionali in famiglia e in comunità attraverso la realizzazione di corsi di formazione sui diritti femminili e la creazione di gruppi che supporta nella risoluzione dei problemi più diffusi e nell’apprendimento di nuovi mestieri.

Infine ActionAid promuove la diffusione delle informazioni all’interno delle favelas e la discussione su argomenti come lo sfruttamento minorile e la violenza domestica e sessuale attraverso un sistema di comunicazione che include la pubblicazione di piccoli quotidiani e la nascita di emittenti radio gestite direttamente da membri delle comunità.

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