Gino Strada, il ricordo di una voce contro la guerra

Un uomo che ha dedicato la vita al prossimo, per rendere il mondo un posto migliore

Un uomo impegnato a rendere il mondo migliore, dalla parte dei deboli e di chi non aveva voce. Gino Strada ha dedicato la sua vita ad aiutare, assistere, curare, ascoltare. Si è fatto portavoce dell’unica battaglia giusta: quella contro la guerra. Ha fatto di sé l’emblema della pace, senza mai tirarsi indietro, anche quando il gioco si faceva particolarmente duro.

A quasi un anno dalla sua scomparsa ci piace ricordarlo come un uomo giusto, guidato da principi e valori, coraggioso e buono. Ti siamo riconoscenti Gino.

La biografia di Gino Strada

Luigi Strada nacque a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, il 21 aprile 1948. Si laureò in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, specializzandosi in Chirurgia d’Urgenza. Per completare la formazione da medico-chirurgo, negli anni Ottanta si trasferì per 4 anni negli Stati Uniti. Lì si occupò di chirurgia dei trapianti di cuore e cuore-polmone presso le Università di Stanford e di Pittsburgh. Si spostò poi in Inghilterra e in Sud Africa, dove svolse periodi di formazione presso l’ospedale di Harefield e presso il Groote Schuur Hospital di Città del Capo. Una gioventù itinerante e ricca di esperienze di rilievo. Ma non gli bastò.

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Gino Strada alla marcia per la Festa della Liberazione, il 25 aprile 2015

La fondazione di Emergency

Nel 1988 Gino decise di applicare la sua esperienza in chirurgia di urgenza per uno scopo diverso. La sua sensibilità lo portò a scegliere l’assistenza dei feriti di guerra. Negli anni successivi, fino al 1994, lavorò quindi con la Croce Rossa Internazionale di Ginevra in Pakistan, Etiopia, Tailandia, Afghanistan, Perù, Gibuti, Somalia, Bosnia. In prima linea a soccorrere le vittime di guerra.

Questo periodo sul campo assieme alla sensibilità personale accesero in Gino Strada la motivazione de il bisogno di fondare “EMERGENCY”. Così, insieme insieme alla prima moglie Teresa Sarti e ad un gruppo di amici e colleghi nacque l’associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. Dalla sua fondazione che risale al 1994, nei primi 15 anni di attività i pazienti assistiti furono oltre 3 milioni.

Gino Strada, il padre di EMERGENCY

EMERGENCY, era qualcosa di nuovo e di speciale. Infatti, la creatura di Gino Strada era un’associazione indipendente e neutrale nata per portare cure medico-chirurgiche di elevata qualità e gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Qualcosa di diverso dagli organi nazionali che tipicamente operano in tali circostanze.

Il primo progetto di EMERGENCY, vide Gino Strada stesso in prima linea. Egli decise di dedicare la vita al prossimo, spostandosi da un capo all’altro del mondo, sempre dove c’era bisogno del suo aiuto. Una vita dura ma ricca di traguardi importanti da raggiungere. Così, Gino Strada inizio il suo pellegrinaggio nelle zone di guerra, per assistere le vittime. Prima in Ruanda durante il genocidio, poi in Cambogia, Paese in cui restò per alcuni anni.

Gli anni in Afghanistan e i primi 2000

Nel 1998 partì per l’Afghanistan. Fu proprio lì che nel 1999 EMERGENCY inaugurò il primo progetto nel Paese, un Centro chirurgico per vittime di guerra ad Anabah, nella Valle del Panshir. Un grande passo per l’associazione. Gino Strada comunque rimase in Afghanistan per circa 7 anni, operando migliaia di vittime di guerra e di mine antiuomo e contribuendo all’apertura di altri progetti nel Paese. Infatti, oggi EMERGENCY in Afghanistan conta ben tre ospedali, un Centro di maternità e una rete di 44 Posti di primo soccorso.

Le battaglie e il duro impegno di Gino Strada e tutto lo staff di EMERGENCY ha portato un enorme contributo nel soccorso delle vittime di guerra afgane. Un risultato che è costato fatica, sacrifici, paura e coraggio, ma che ha salvato tantissime persone, compresi bambini.

Gino strada

Gino Strada nell’aprile 1999

Gino Strada sempre in prima linea con EMERGENCY

Dal 2005 Gino Strada iniziò a lavorare per l’apertura del Centro Salam di cardiochirurgia, in Sudan, il primo Centro di cardiochirurgia totalmente gratuito in Africa. Nel 2014 si recò anche in Sierra Leone, dove EMERGENCY è presente dal 2001, per l’emergenza Ebola.

Nel marzo 2007, durante il sequestro in Afghanistan del giornalista de “La Repubblica”, Daniele Mastrogiacomo, assunse addirittura una posizione di rilievo nelle trattative per la sua liberazione.

Un medico, un uomo, un’anima vagante, sempre pronta a spostarsi dove c’era bisogno. Una vita dedicata al prossimo, in giro per il mondo, nei luoghi più pericolosi e difficili, ma con il cuore pieno di speranza.

Grazie allo spirito di Gino Strada, pienamente trasferito anche alla sua associazione, EMERGENCY ha curato oltre 11 milioni di persone. Senza mai speculare, con una grande trasparenza fiscale e un impegno in termini di sostenibilità.

Gino Strada, il suo pensiero

Durante gli anni di attività Gino Strada ha assunse spesso posizioni critiche nei confronti della politica dei governi italiani – guidati da Romano Prodi e Silvio Berlusconi – accusati da Strada di avere portato l’Italia a intervenire militarmente nei conflitti. In particolare Strada criticò il supporto italiano all’intervento NATO in Afghanistan contro il precedente governo talebano. Un atto di guerra contro la popolazione afghana secondo EMERGENCY, in aperta violazione della Costituzione della Repubblica Italiana.

Gino Strada era un grande pacifista, contro ogni guerra, fermo sostenitore del diritto di autodeterminazione e contrario all’uso della violenza. Una gemma rara che cercò di esprimere il suo pensiero e diffondere le sue idee per rendere il mondo un posto migliore. Scrisse anche quattro libri, si fece portavoce di molte battaglie. Non si tirò mai indietro.

Una vita davvero piena, tra l’amore per la figlia, Cecilia Strada, per l’associazione e per tutte le battaglie necessarie per portare la pace. Un rivoluzionario, ma gentile e pacifico. Un medico sempre disposto ad aiutare.

Gino Strada si è spento improvvisamente il 13 agosto 2021 all’età di 73 anni, mentre si trovava in vacanza in Normandia, a Rouen. Poche settimane prima dalla sua morte, nel mese di giugno, aveva sposato Simonetta Gola. Gino Strada ha lasciato un vuoto, uno spazio difficile da colmare, perché di persone come lui ne esistono ben poche.

Se n’è andato lasciando però in eredità a tutti quanti un’importante sfida: quella di portare la pace e assistere i più deboli, ad ogni condizione. La sua vita è un esempio, un modello, una luce in grado di illuminare il sentiero di tutti noi. Ha salvato migliaia di vite, creato ospedali e aiutato milioni di persone. Come possiamo ringraziarlo per tutto il bene che ha portato in questo sporco mondo?