Frida Kahlo, ritratto di una donna straordinaria tra arte e tragedia

Una mostra al Mudec di Milano celebra il mito di Frida Kahlo. Scopriamo la vita e l'arte di questa grande pittrice

Una vita in bilico fra arte e tragedia e una donna che ha saputo rendere arte il dolore. Icona di stile, ragazza ribelle, attivista politica e artista: Frida Kahlo è stata tutto questo e molto altro. Se volete scoprire il suo mondo vi suggeriamo la mostra al Mudec di Milano, che tenta di raccontare ancora una volta il mito di Frida Kahlo (fino al 3 giugno 2018).

Il cinema l’ha celebrata con il film Frida di Julie Taymor (2002), interpretato da  Salma Hayek, una parte che le valse la candidatura all’Oscar come migliore attrice. La pellicola Julie Taymor è un adattamento della biografia dell’artista scritta da Hayden Herrera.

Descrivere l’ essenza di Frida in poche parole è difficile, se non impossibile, ma ci si può arrivare ripercorrendo la sua travagliata esistenza. Nata a Coyoacán il 6 luglio 1907 era malata di spina bifida. A peggiorare il suo stato di salute un tragico incidente in autobus, che le provoca frattura della colonna vertebrale e altre lesioni: Frida all’epoca aveva 18 anni. Dopo aver subito diverse operazioni, la giovane Frida si ritrova immobile su un letto ed è lì che inizia a dipingere la sua realtà. Nasceva così un mito e il ritratto inconfondibile di quel volto dai capelli neri e dalle folte sopracciglia. «Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata – diceva spesso Frida Kahlo -. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni».

Tutto nella vita di Frida Kahlo è stato passione e tragedia, non solo l’arte e la vita quotidiana, ma anche l’amore per Diego Rivera, celebre pittore di murales che l’artista sposò a 22 anni incurante del fatto che lui ne avesse 43 e che fosse un noto donnaiolo. Il divorzio arrivò poco dopo a causa dei tradimenti subiti, ma la pittrice non smise mai di amare quell’uomo e, dopo anni di lontananza lo sposò di nuovo.

Attivista politica e donna coraggiosa, ha contribuito in larga parte all’emancipazione delle donne in Messico nel periodo post-rivoluzionario. Legatissima al suo paese d’origine, la Kahlo soffrì molto durante gli anni di permanenza negli Stati Uniti insieme a Rivera. Non riuscì mai a realizzare il desiderio di diventare madre: le gravidanze terminarono con tre aborti. Non solo: la pittrice subì anche l’amputazione della gamba destra, mentre il dolore alla schiena, che non le dava pace, veniva placato solo grazie alla morfina.

Frida Kahlo morì a 47 anni di embolia polmonare nel 1954. Il suo corpo fu cremato e le ceneri vennero conservate nella sua Casa Azul che oggi è diventata la sede del Museo Frida Kahlo. Sul suo diario, su cui annotava ogni cosa, scrisse: “Spero che la fine sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.

Frida Kahlo: la pittrice e icona di stile compie 110 anni

Frida Kahlo, Autoritratto con scimmie, 1943

Frida Kahlo, ritratto di una donna straordinaria tra arte e tragedia
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