Chiamami col tuo nome: idillio della giovinezza e del primo amore

Chiamami col tuo nome, Luca Guadagnino spiega come vorrebbe fosse fruito l'ultimo capitolo della sua trilogia sul desiderio: "come una scatola di cioccolatini"

“In Chiamami col tuo nome abbiamo voluto esplorare l’idillio della giovinezza. I protagonisti  Elio, Oliver e Marzia sono irretiti in quella splendida confusione che una volta Truman Capote ha descritto affermando “l’amore, non avendo una mappa, non conosce confini. Il film è e il mio omaggio ai padri della mia vita: il mio vero padre e i miei padri cinematografici: Renoir, Rivette, Rohmer, Bertolucci” (Luca Guadagnino)

Con la notizia delle 4 candidature agli Oscar 2018 (miglior film, miglior canzone originale -Sufjan Stevens – Mistery of love-, migliore sceneggiatura non originale adattata da James Ivory e miglior attore protagonista Timothée Chalamet) l’attenzione per “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino si è improvvisamente amplificata.

La storia dell’amicizia che diventa amore tra il diciassettenne Elio Perlam, in vacanza estiva in Italia,  e il ventiquattrenne studente universitario americano Elio è l’emblema dell’innocenza del primo amore, indipendentemente dal genere o dalla sessualità dei soggetti interessati. Il regista tiene a sottolineare come focus del film sia proprio questo (“La potenza del primo amore, la sua attesa, l’incontenibile felicità della scoperta e la disperazione dell’assenza”) e non l’amore gay.

Chiamami col tuo nome è un film volto a scaldare il pubblico come un raggio di sole. Ricorda vividamente la sensazione di un’estate italiana, piena di gite in bicicletta, di nuotate di mezzanotte, di musica e d’arte, di pasti appetitosi sotto il sole e del risveglio della prima passione di un ragazzo di 17 anni. Quando Elio (Timothée Chalamet) si innamora di Oliver (Armie Hammer), un carismatico studente universitario ospite nella villa dei suoi genitori nel nord Italia, nasce un’esperienza che segnerà entrambi per sempre.

“Non voglio che Chiamami col tuo nome venga percepito come un’opera iper-intellettuale, ma come una tenera storia d’amore che emozioni il pubblico: come una scatola di cioccolatini” dice il regista Luca Guadagnino.

Malgrado i suoi film siano lodati per il loro erotismo, Guadagnino non descrive gratuitamente la sessualità. “Il sesso sullo schermo può essere la cosa più noiosa da guardare – dice il regista – in generale, se il rapporto sessuale è un modo per esaminare un comportamento e come questo comportamento rifletta i personaggi, allora mi interessa. Ma se si tratta solo di mostrare un atto, no, non mi interessa”.

Gran parte della storia si concentra sulle miriade di passi avanti e indietro tra Elio e Oliver prima che il loro rapporto diventi fisico. La trepidante attesa è comune nei film di Guadagnino. “Mi piace la ‘combustione lenta’” afferma il regista.

Chalamet aggiunge: “È il classico gioco tra gatto e topo, del tira e molla che si verifica tra le persone che sono attratte l’un l’altra, ma che non sono sicure che il loro interesse sia ricambiato. Hanno inoltre una certa esitazione perché né il posto né il momento li  agevolano ad avere una relazione intima”. Per il produttore Spears, il ritmo misurato di Guadagnino è fondamentale per il modo in cui il film impegna i sensi. “C’è una tendenza americana, sia nel cinema che in televisione, ad andare velocemente al traguardo. Luca invece rallenta il ritmo e ti fa sperimentare tutto: l’odore, il suono, il tatto, il gusto. Quando entri in contatto con tutte queste cose, le senti veramente e non le dimentichi più”.

 

Chiamami col tuo nome: idillio della giovinezza e del primo amore