Che fine ha fatto Erika De Nardo

Erika De Nardo, protagonista di un caso di cronaca nera che nel 2001 sconvolse Novi Ligure e l'Italia intera, oggi circola liberamente con l'auto della madre

Erika De Nardo, nata a Novi Ligure il 28 aprile 1984, balzò alla cronaca il 21 febbraio 2001 quando, insieme al fidanzatino Mauro “Omar” Favaro, fu accusata dell’ delitto premeditato della madre Susanna “Susy” Cassini e del fratello undicenne Gianluca De Nardo. All’epoca Erika aveva solo sedici anni e con il concorso del giovane fidanzato, che aveva solo un anno più di lei, uccisero a colpi di coltello da cucina la madre ed il fratello di lei. Secondo quanto ricostruito dall’accusa Erika ed Omar avrebbero premeditato anche l’omicidio del padre Francesco, ingegnere e dirigente della Pernigotti, salvato forse da una ferita che Omar aveva riportato nei due precedenti delitti e dalla spossatezza che ne era conseguita.

Secondo l’accusa infatti il ragazzo sarebbe uscito dalla casa dicendo ad Erika “se vuoi uccidilo tu”. L’accusa convinse il Pubblico Ministero che, sebbene il ruolo di Omar fosse stato determinante, l’idea del triplice omicidio era partita proprio dalla ragazza che vedeva nella sua famiglia un potenziale ostacolo nel raggiungimento dei propri obiettivi. A nulla valse il tentativo della difesa di far dichiarare Erika incapace di intendere e di volere ed il quartiere del Lodolino, dove la famiglia viveva in Via Dacatra 12 divenne una zona tristemente famosa in tutto il mondo.

Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dai più affermati criminologi e dai carabinieri intervenuti nella scena del delitto fu Erika a colpire per prima la madre con un coltello, dopo l’ennesima discussione avvenuta a causa dei brutti voti scolastici. Solo successivamente sarebbe intervenuto Omar, che era rimasto nascosto in bagno, aiutando la ragazza ed impedendo alla madre di chiedere aiuto. Solo successivamente i due infieriscono anche su Gianluca, il fratello più piccolo che attirato dai rumori, scende al pianterreno dalla sua cameretta.

Il piccolo viene colpito una prima volta a pianterreno, per poi essere ucciso nella cameretta di Erika dove era corso a rifugiarsi. Proprio lui riesce a dare un morso alla mano di Omar prima di morire, procurandogli la ferita che lo farà desistere dall’uccidere anche il padre Francesco De Nardo. Il clamoroso processo si svolse il 14 dicembre dello stesso anno e decretò la condanna a sedici anni di reclusione per Erika e quattordici anni per Omar. Erika De Nardo esce dal carcere il 12 febbraio 2013. Ad attenderla fuori dal carcere c’è il padre che, nonostante quello che le è sempre rimasto accanto sia in carcere che in comunità.

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