Amici 2018, si torna a litigare (e a discutere di peso)

Amici, le novità della 17esima edizione. Tra nuovi professori, una commissione esterna e 2 grandi ritorni alle origini: il televoto e le liti tra i professori

Comincia il serale di Amici  e ricominciano, puntuali, le polemiche. C’era voluto il caso Morgan, lo scorso anno, per ridare pepe al programma e far capire alla “diabolica” Maria De Filippi che per rinverdire un talent giunto ormai alla 17esima edizione e battere la concorrenza si doveva rinnovare guardando al passato. Ovvero: nuovi coach, nuova commissione esterna, nuovo meccanismo di gara ma alcuni grandi ritorni: la diretta e il televoto, dopo 4 anni di puntate registrate, e soprattutto le care vecchie litigate dei prof. Con gli allievi e tra di loro.

E così che mentre dopo la messa in onda tutti discutono sulle (troppe) polemiche del talent, sui giudizi offensivi della Celentano contro l’ennesima ragazza sovrappeso, sulle stroncature di Rudy Zerbi  o di Paola Turci ai limiti dell’offensivo, alla fine l’identità e il presunto talento dei ragazzi passano in secondo piano.

E nessuno si accorge della grande verità detta, tra le righe, da Geppi Cucciari, ovvero che tra americani, inglesi, cubani, maltesi, più che di Amici si dovrebbe parlare di “foreign friends”.

Di seguito, le novità del serale, cosa ci è piaciuto e cosa no:

  1. Luca Tommassini. Qui Maria ha fatto il colpaccio, fregando alla concorrenza uno dei migliori direttori artistici presenti sul mercato. Luca è un genio dello spettacolo e speriamo che la sua creatività emerga puntata dopo puntata, innalzandosi su critiche e liti becere, marcando la differenza.
  2. La commissione esterna. Come in passato, Maria si diverte a mischiare esperti del settore (Heather Parisi e Alessandra Amoroso ) a personalità varie dello spettacolo, tra conduttrici navigate (Simona Ventura) ed attori (Giulia Michielin, Marco Bocci). L’idea è probabilmente quella di avere accanto a parerei tecnici anche una “vox populi”. Il risultato, più che vario, rischia di essere avariato.
  3. Gli allievi. Come detto, la cosa che balza all’occhio è la prevalenza di ragazzi stranieri, americani, inglesi, maltesi, cubani. Come se dopo tutti questi anni, si faticasse ormai a trovare sul suolo nazionale talenti in erba. O fossero gli stessi ragazzi italiani a non credere più così tanto nel possibile successo dato dal programma.
  4. Geppi Cucciari. Ironica, divertente, intelligente. Prende simpaticamente in giro la giuria e dal suo intervento si capisce all’istante chi sa stare al gioco (Ventura) e chi no (Parisi).
  5. Le liti. Il vero ritorno ab origine. Quello che per anni era stato il vero marchio di fabbrica del programma, poi eliminate perché- si diceva- adombravano tutto il resto. Infine riesumate per dare pepe alla diretta e sperare nel miracolo Auditel. Al momento però ad emergere sono state le solite vecchie cose: l’intransigenza di Zerby ai limiti della cattiveria (cui quest’anno si è accodato Carlo di Francesco), e la solita vecchia fissa della Celentano contro la forma fisica, non sempre perfetta, delle allieve ballerine. E non serve che Heather Parisi le faccia notare che agli esordi anche lei pesava 56 kg, per la professoressa la perfezione fisica nella danza è qualcosa di fondamentale e oggettivo.

Come i risultati degli ascolti. Ha vinto Ballando. C’è ancora parecchia strada da fare.

Amici 2018, si torna a litigare (e a discutere di peso)