Addio a Tinin Mantegazza, il papà di Dodò dell’Albero Azzurro

Addio a Tinin Mantegazza, scenografo e papà di Dodò, il pupazzo protagonista dell'Albero Azzurro

Scrittore, pittore, scenografo, ma soprattutto papà di Dodò, il mitico pupazzo dell’Albero Azzurro che ha tenuto compagnia a migliaia di bambini italiani: Tinin Mantegazza si è spento a 89 anni. L’artista era noto per aver creato il famosissimo uccello protagonista della trasmissione dedicata ai più piccoli che proprio nel 2020 celebra i suoi trent’anni. Creativo dalla fantasia infinita, Tinin è stato nella sua lunga carriera l’ideatore delle telefiabe, ma anche un giornalista e regista, sia in tv che a teatro.

Classe 1931, era nato a Varazze, in Liguria, ma era cresciuto a Milano, mentre da diversi anni abitava a Cesenatico. La sua carriera era cominciata negli anni Cinquanta quando aveva iniziato a lavorare per il celebre quotidiano La Notte, in cui pubblicava disegni; poco dopo era stato assunto nella redazione del Giorno. Nel 1958 era sbarcato in Rai, realizzando numerosi progetti per bambini, fra cui Telefiabe e il famosissimo Albero Azzurro. Era il 1990 quando Tinin Mategazza creò Dodò, senza sapere che sarebbe diventato l’indimenticabile compagno di giochi di tantissimi bambini, entrando nell’immaginario comune.

“L’albero azzurro – aveva spiegato tempo fa Mantegazza – era nato da un’idea di Franco Iseppi con un gruppo di autori: Pitzorno, Bruno Munari, che poi si sfilò dal progetto, Roberto Piumini. Io ho inventato e costruito Dodò, un uccellaccio”. Il personaggio dell’Albero Azzurro, che ricordava le marionette del teatro, era un uccello curioso e a tratti impertinente, che con le sue domande e le sue avventure, aiutava i bambini a scoprire il mondo in modo divertente e originale. Nello show per i più piccoli Dodò andava sulla Luna, si innamorava, scopriva la bellezza della Natura, i sentimenti e come era fatta la Terra: tanti argomenti diversi, tutti importanti a modo loro, affrontati con leggerezza, ma anche grande consapevolezza.

Dodò, come il suo creatore, sapeva essere ironico eppure incredibilmente serio, senza dubbio istruttivo. Un amico come non ce ne sono più e un compagno di giochi, risate e scoperte per migliaia di piccoli telespettatori. Oggi chi seguiva l’Albero Azzurro è diventato adulto, ma non ha mai dimenticato “quell’uccellaccio” – come lo chiamava Tinin – pieno di stupore infantile e simpatia, in gradi di insegnare ai bambini (quanto ai grandi) la bellezza del mondo e la necessità di vincere le proprie paure.

Tinin Mantegazza Dodò l'Albero Azzurro

Tinin Mantegazza Dodò l’Albero Azzurro – Fonte: Twitter

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