Addio a Philippe Daverio, i messaggi di cordoglio su Twitter e Instagram

Philippe Daverio si è spento a 71 anni all'Istituto dei Tumori di Milano. In molti sui social ricordano lo storico dell'arte prematuramente scomparso

Philippe Daverio, lo storico dell’arte più noto della televisione italiana, si è spento all’età di 71 anni stanotte all’Istituto dei Tumori di Milano. Lo ha reso noto la regista e direttrice del Franco Parenti Andree Ruth Shammah.

All’Ansa ha dichiarato: “Mi ha scritto suo fratello stamattina per dirmi che Philippe è mancato stanotte”.  Su Instagram la Shammah ha voluto omaggiare Daverio con un post sul suo profilo Instagram con cui ha dato l’annuncio della scomparsa.

Daverio era nato in Alsazia il 17 ottobre 1949, da padre italiano e madre alsaziana. Malato da tempo, è morto a 71 anni. Docente e saggista, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, ha inaugurato la prima galleria d’arte moderna nel 1975 in via Montenapoleone a Milano. Ha curato e allestito numerose mostre, ha pubblicato una cinquantina di volumi, ha condotto trasmissioni televisive sull’arte.

Moltissimi i messaggi di cordoglio su Twitter e Instagram. “È morto Philippe Daverio, il professore, l’uomo di lettere e di divulgazione – ha scritto Morgan su Facebook -. Poco tempo dopo Giorello se ne va un altro pilastro della cultura italiana. Con lui condividevo la passione per i papillon che lui chiamava rigorosamente cravatta, perché aveva una precisione lessicale sbalorditiva”. Il cantante ed ex di Asia Argento era legatissimo al critico d’arte. “La cravatta non è quella cosa lunga che hanno tutti – ha scritto ricordando alcuni aneddoti della loro amicizia -, la cravatta è una cosa da annodare che ha una forma di farfalla e oggi non sa più fare nessuno perché le vendono già annodate e le chiamano farfallino. Negli ultimi tempi ci scambiavamo le cravatte, così appagavamo la nostra vanità come bambini, ma una volta fatto il nodo allora si parlava seriamente e temo che sarà dura trovare un amico di pari livello perché Philippe aveva collezionato la cultura in modo anticonvenzionale proprio come la cravatta, e si era trovato ad essere uno scrigno di etimologie e di svelamenti. Milano e l’Italia ti ricorderanno con nostalgia ed orgoglio, professore. RIP”

Il Teatro La Fenice di Venezia lo ricorda così: “Non è facile iniziare la giornata con un sorriso dopo aver appreso della scomparsa del Maestro Daverio, elegantiae arbiter, apostolo del buon senso, cavaliere di Bellezza che seppe condividere con noi e con voi tutti.. non ci sentiamo di aggiungere altro”. Mara Carfagna su Twitter: “Ci mancherà molto #PhilippeDaverio, uomo di cultura, di grande eleganza e simpatia. Indimenticabili i suoi programmi televisivi, in cui raccontava l’arte al grande pubblico con ironia e leggerezza”. Il giornalista Marco Frittella scrive: “Una notizia tristissima la prematura scomparsa di Philippe Daverio, un uomo di profonda e multiforme cultura, un grande divulgatore anche televisivo che, spiegando l’arte come pochi, sapeva farla amare.” Giovanni Toti: “Addio a #PhilippeDaverio, stimato critico d’arte, gallerista e saggista. Uno dei pochi ad aver portato davvero la cultura e l’arte in televisione, alla portata di tutti, con semplicità e passione. Una grande perdita per il nostro Paese a livello culturale e umano”.

Il ricordo di Piero Sorrentino: “Per una piccola intervista di otto minuti a Radio3 sulla Cappella Sansevero – invece di prendere rapidamente accordi sull’orario della telefonata – mi tenne un’intera, irripetibile ora a parlarmi del Barocco napoletano e di Raimondo di Sangro. Ecco chi era #PhilippeDaverio”. Rai Radio 1 riporta su Twitter una citazione di Daverio: “La mia capacità retorica è nata in uno dei luoghi più difficili del globo terrestre: il Consiglio comunale di Milano”.

Daverio lascia la moglie Elena Gregori, sposata nel 1983, e il figlio Sebastiano.

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