Melanoma: sintomi, rischi e prevenzione. I consigli della dermatologa

La Dottoressa Paola Tarantino, Medico Estetico e Dermatologo ci spiega i rischi di una esposizione errata al sole e come prevenire il melanoma

Il melanoma sta diventando il terzo tipo di cancro più diffuso nella popolazione italiana con meno di 50 anni. Ma non solo. I casi hanno registrato un aumento del 20% negli ultimi dodici mesi, con una diminuzione dell’80% nella propensione degli italiani a sottoporsi alla visita per la mappatura dei nei.

Sono solo alcuni degli allarmanti dati sul melanoma emersi dalla recente indagine Doxapharma, che testimonia che la prevenzione è stata troppo spesso dimenticata a causa della pandemia.

Abbiamo chiesto alla Dottoressa Paola Tarantino, Medico Estetico e Dermatologo, di fare il punto sul melanoma, sul perché l’estate è la stagione più a rischio e cosa bisogna fare in termini di prevenzione.

Ci può spiegare che cos’è il melanoma e quanto può essere pericoloso?
Il melanoma è un cancro cutaneo, un tumore maligno che origina dal melanocita, una cellula preposta alla sintesi della melanina. È uno dei tumori più pericolosi, se non il più pericoloso, perché metastatizza velocemente. Quindi è fondamentale la diagnosi precoce e la mappatura dei nei annuale in modo da tenere sempre la situazione sotto controllo, agire per tempo ed evitare così le metastasi veloci.

Perché in estate aumentano i rischi?
In estate aumentano i rischi soprattutto a causa di un’erronea esposizione al sole. Negli ultimi 40 anni, caratterizzati da uno stile di vita diverso e dai numerosi impegni lavorativi, abbiamo sempre meno tempo a disposizione e, di conseguenza ci esponiamo ai raggi solari in maniera più intensa. Per esempio, negli anni ’60 o 70 si andava in vacanza prevalentemente in estate e ci si esponeva al massimo tre mesi l’anno e nelle ore più adeguate. Invece adesso, avendo poco tempo, si prende il sole in maniera molto più intensa e negli orari più sbagliati. Inoltre, in estate aumentano i rischi anche perché molto spesso ci si dimentica di applicare la protezione solare e soprattutto di rinnovarla – per esempio dopo che ci si fa il bagno – o comunque andrebbe riapplicata ogni due ore. E molto spesso questa pratica non viene applicata.

Come possiamo prevenire il melanoma?
Possiamo prevenire il melanoma con una diagnosi precoce, una mappatura dei nei annuale o biennale, in base alle indicazioni del proprio dermatologo e in base ai nei che abbiamo sul nostro corpo. In modo da agire tempestivamente ed evitare metastasi repentine.

Che caratteristiche devono avere le creme solari per essere davvero protettive?
Le creme solari davvero protettive devono avere una protezione alta, 50+ o 100 +. Se abbiamo dei nei da preservare possiamo utilizzare, per esempio, delle protezioni solari in stick che vanno a proteggere in maniera più mirata e completa i nei in osservazione.

Quali sono i segnali da non trascurare?
I segnali da non trascurare e i campanelli d’allarme sono il cambiamento di colore del neo: per esempio quando assume una colorazione a mappa di leopardo. I margini frastagliati e, più raramente se si avverte dolore. È un sintomo più raro ma è anche ciò che, eventualmente, ci deve spingere a contattare il dermatologo tempestivamente. In generale, fondamentale è l’analisi morfologica del neo dubbio.

In presenza di uno o più di questi campanelli d’allarme, come dobbiamo comportarci?
Quando c’è la presenza di un neo anomalo – che potrebbe essere anche un neo pigmentato e che non ha nessun valore patologico – il consiglio è comunque quello di rivolgersi al proprio dermatologo di fiducia e fare diagnosi precoce così da mettere al riparo la nostra salute.

Quando è necessario asportare un neo e quanto invasivo è l’intervento?
È necessario asportare un neo quando il dermatologo, dopo avere eseguito la mappatura, segnala che si tratta di un neo al limite, che sta evolvendo verso la malignità. In questo caso si procede con un’escissione chirurgica ed esame istologico. Nell’ambito della medicina estetica, invece, per altre tipologie di nei, che non presentano valore patologico – per esempio i nei sporgenti – previa diagnosi si procede all’escissione mediante laser CO2, un laser a base di anidride carbonica che permette di vaporizzare delicatamente senza lasciare cicatrici eliminando il nostro neo verrucoso, e alleggerire così il corpo della nostra paziente.

Dopo questo tipo di intervento, ci si può esporre al sole?
Non c’è alcun rischio. Dopo l’intervento è normale aver qualche piccola cautela, come per esempio applicare la protezione solare alta quando ci espone al sole, tenere sempre sotto controllo il nostro corpo e procedere periodicamente con la mappatura.

Paola Tarantino

La dottoressa Paola Tarantino

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