Halloween si festeggiava anche in Italia ma ce ne siamo dimenticati

Halloween: una festa che porta con sè i geni italiani. Ecco svelato il perché

Sono in tanti, soprattutto i più piccoli, ad attendere con gioia l’arrivo di Halloween: una festa che secondo molti, non appartiene al vissuto storico italiano, bensì a quello americano.

Proprio per questo, a detta di alcuni, Halloween non andrebbe festeggiata perché lontana anni luce dalla nostra cultura. Ma è davvero così? In realtà no, anzi questa festa fa parte delle nelle nostre tradizioni fin dalle epoche passate.

Armiamoci di una macchina del tempo immaginaria e torniamo indietro per capire come in realtà questa festività sia di fatto legata a noi più di quello che potremmo immaginare.

Halloween è una festa irlandese molto antica che in passato veniva chiamata “Samhain”, ovvero “fine dell’estate” e segnava la chiusura della stagione estiva e l’inizio di quella invernale. Era dunque considerata come un momento in cui festeggiare l’inizio della “stagione morta”. Con il trascorrere del tempo, si è poi trasformata nell’occasione in cui venivano ricordati i propri defunti. Halloween, dall’inglese “notte di tutti gli spiriti sacri”, diventa ben presto la notte in cui la popolazione celta celebrava i propri avi passati a miglior vita. Solo in seguito, il termine (nato in epoca cristiana), è stato associato all’idea cristiana.

E tra gli antichi Romani erano davvero numerose le feste dedicate alla commemorazione dei defunti. Il 29 ottobre ad esempio, si onorava il dio del cambiamento stagionale e associato alla maturazione dei frutti in autunno. Proprio questa festività andò a fondersi con la festa celtica Samhain. Fu Papa Gregorio III a far spostare la festa dei Santi, che inizialmente veniva celebrata il 13 maggio, al 1° di novembre sovrapponendola così a quella pagana, ma la popolazione, molto legata a questa festa, non rinunciava ai suoi festeggiamenti. Per questo motivo, nel X secolo, la Chiesa aggiunse il 2 novembre, la “Festa dei morti” di stampo religioso: un modo per “giustificare” la festività pagana celebrata il giorno precedente.

Con il colonialismo britannico, la festa di Halloween raggiunse anche l’America, evolvendosi. Ad esempio, i coloni, non avendo a disposizione rape da intagliare per inserire all’interno il lumino, trovarono nella zucca una valida alternativa visto che ce n’erano in abbondanza nel Nord America. Ed ecco spiegate anche le zucche intagliate e che oggi sono il simbolo di Halloween.

Arriviamo dunque agli inizi del Novecento e in questo periodo la festa di Halloween ricalcava gli usi pagani con bimbi travestiti che bussavano alle porte in cerca di dolci, zucche con lumini all’interno, anime dei defunti che portavano doni ai più piccoli. Quello che però cambiava era il nome con cui veniva definita la festa e che si differenziava di regione in regione: ciascuna di esse inoltre, aveva una tradizione pagana diversa.

Con l’arrivo del boom economico e il passaggio dalla vita contadina a quella della città, le antiche tradizioni sono state un po’ accantonate e dimenticate. Tuttavia, sono molti i nonni detentori di queste tradizioni e loro stessi, in passato, hanno festeggiato Halloween, a testimonianza di quanto questa festa abbia in sé un gene italiano.

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