Donne, imparate a chiedere e a ottenere

La scrittrice e coach spirituale Lucia Giovannini ci spiega come recuperare la nostra forza interiore e trovare il giusto equilibrio con il lato maschile

Coach e studiosa di spiritualità, Lucia Giovannini nel suo nuovo libro Il potere del pensiero femminile edito da Sperling & Kupfer esplora i molteplici aspetti del femminile, tracciando un percorso “terapeutico” in cui ognuna di noi può ritrovare le proprie radici, riconquistare la forza interiore e raggiungere la sicurezza che nasce dall’equilibrio emotivo in tutte e tre le fasi della vita di una donna.

Noi abbiamo chiesto all’autrice Lucia Giovannini di darci alcuni consigli su come migliorare la nostra vita ed essere più serene recuperando le risorse, la forza e la creatività che sono in noi.

Il suo libro s’intitola Il potere del pensiero femminile in che cosa consiste questo potere e come si declina?
Innanzitutto serve più collaborazione sotto tutti gli aspetti: nel mondo del lavoro dove dovrebbe sostituire la competizione, nelle relazioni di coppia da vivere con più passione. E poi è necessario più intuito nelle nostre decisioni, più pazienza con gli altri, più gentilezza di cuore nelle relazioni in generale. Tutti questi aspetti, soprattutto nel mondo del lavoro, sono sempre stati etichettati come sintomi di debolezza: ad esempio un leader se chiede l’opinione dei suoi collaboratori o cambia idea è considerato un insicuro. Per questo motivo le donne nelle aziende assumono gli atteggiamenti tipici del potere maschile, perché ci sono pochi modelli di potere al femminile. L’idea del libro è di aiutare a ritrovare questo potere femminile, recuperare la sfera della femminilità per mostrarne la forza. Essere compassionevoli non significa essere deboli, ascoltare le proprie emozioni non significa essere deboli, anzi ci vuole molta fermezza per farlo.

Nel suo libro si parla di tre età della Donna: l’età della Fanciulla, la Madre, la Menopausa. Potrebbe dare un consiglio alle nostre lettrici per affrontare ogni fase?
La fase della Fanciulla è l’età dove si è più condizionate dalla società, dai propri coetanei, dalla moda perché è il momento in cui ci stiamo formando. Pensiamo alle bambine che giocano con la Barbie – non c’è nulla di male –  ma la Barbie rappresenta un ben determinato tipo di femminilità, non a caso è stata realizzata sul modello della prima bambola gonfiabile costruita in Germania. Il rischio dunque in questa età è di volersi uniformare a certi dettami sociali, invece di trovare e onorare la propria unicità. Il consiglio che posso dare alle ragazzine è non di cercare di essere qualcun altro, ma di essere se stesse al meglio. Non cadere nella trappola del paragone, perché è un paragone irrealistico. L’età della Fanciulla copre il periodo dalla nascita fino alle prime mestruazioni quando diventa adolescente.
L’età della Madre inizia quando la donna entra nel mondo adulto, non necessariamente quando diventa mamma. La parola chiave è la responsabilità in tutti i campi, anche nel lavoro. E’ un’età ricca di trappole e di potenzialità. Alle prime appartengono le scelte che la società ti obbliga a fare, del tipo: la maternità o la carriera, questo perché la responsabilità della famiglia ricade interamente sulla donna e non è giusto. Le donne che hanno figli e un lavoro non devono sentirsi egoiste o in colpa se antepongono la carriera alla famiglia. A nessun uomo viene rivolta una simile accusa se si dedica totalmente al suo impiego. Il consiglio che do per abbattere questo condizionamento è educare il partner in modo da dividersi equamente i compiti in casa. Inoltre, se si chiede un aiuto al compagno, bisogna evitare di riprenderlo subito se non fa esattamente le cose come vogliamo noi, altrimenti la prossima volta eviterà di aiutarci. In altre parole, bisogna allenarlo in casa come nel mondo del lavoro. Se ci si dividesse i compiti per davvero, le cose andrebbero meglio. Allo stesso modo, sul mondo del lavoro le donne devono imparare a chiedere. Ci si aspetta che se svolgiamo bene le nostre attività, saremo notate e avremo una promozione. Non è affatto vero. Perciò, ribadisco, donne imparate a chiedere e allenatevi a promuovere voi stesse. Imparate a negoziare, anche il vostro stipendio, esattamente come fanno gli uomini. Altro aspetto fondamentale dell’età della Madre è “fare figli o non fare figli”. Ho intitolato il paragrafo dove ne parlo Stato interessante, perché si tratta di uno stato interessante della vita indipendentemente dall’avere figli. Ci sono tanti modi per essere madre, non necessariamente solo perché si partoriscono figli biologici, si può essere madri di un progetto, di idee.
Poi c’è la Terza Età che comincia con la menopausa o tradizionalmente al compimento dei 50 anni. Oggi non è più da considerare l’ultima fase della vita, anche perché viviamo la maggior parte della nostra esistenza in questa età, in media viviamo almeno 30 anni in menopausa. Perciò la fase della donna saggia adesso è divisa in due parti, dove la seconda va dagli 80 anni in su. Con la menopausa entriamo in un momento di grande potere: il sangue che non fuoriesce più dal nostro corpo, si accumula dentro come energia. Dunque, è l’età perfetta per cominciare nuove cose, nuove passioni, nuovi lavori. Siamo dotate di una spinta vitale fortissima, ma se non la utilizziamo si rischia di implodere e di cadere in depressione con evidenti scompensi fisici. In menopausa è assolutamente importante ascoltarci e prendere del tempo per noi per chiederci cosa conta per me. In questa fase la nostra attenzione deve essere soprattutto verso noi stesse. Un altro aspetto caratterizzante l’età della menopausa è lo sconvolgimento ormonale che va a interessare l’amigdala, una piccola ghiandola che è la sede di tutte le nostre memorie e delle nostre paure. Questo può far emergere angosce nuove o dimenticate che spesso le donne non riescono ad affrontare. Ma questo avviene proprio per essere ricordato e risolto. La menopausa è anche il momento, se non l’abbiamo fatto prima, di creare routine sane per avere una vecchiaia serena.

Oggi diverse donne a 50 anni vogliono un figlio, penso a casi come Gianna Nannini o Dalila Di Lazzaro, perché c’ è questo desiderio di prolungare l’età della Madre?
Io credo che ognuna col proprio corpo può fare quello che vuole, dunque se sente questo desiderio, va bene cercare di realizzarlo. Comunque, voler prolungare l’età della Madre, significa non accettare l’ingresso nella nuova fase che in realtà porta tanti doni. Se una donna a 50 anni vuole proprio avere ancora un figlio, va bene. Ma se questo bimbo proprio non arriva, io suggerisco  di convogliare la forza creatrice della madre in altri modi.

Le donne di oggi sono più consapevoli del loro potere rispetto al passato?
Certamente sì. Io credo che si sia fatto tanto, ma credo anche che ci sia molto da fare. Non solo in Paesi come Asia o Africa. Anche qui in Italia non c’è parità, basti pensare che molte donne al secondo figlio lasciano il lavoro, in diverse famiglie si investe ancora più nell’educazione del figlio maschio che della femmina, nelle bambine persiste il sogno di sposare un uomo ricco.

Uno dei capitoli del suo libro s’intitola Fare pace con il maschio, ma è davvero possibile?
E’ possibile, anche se non è facile perché innanzitutto dobbiamo fare pace col maschile dentro di noi. L’dea è il perdono che non significa condonare le violenze e le umiliazioni passate, ma liberarci di questo carico emozionale.

Sono ancora molto forti i tabù legati alla sessualità femminile. Questo è dovuto alla mancanza di equilibrio tra il potere maschile e femminile o è un blocco proprio di noi donne?
Credo che sia dovuto a entrambe le cose. Non troppi anni fa c’era l’idea che fare sesso non era un piacere ma un dovere o che il sangue mestruale fosse sporco… Tutti pregiudizi recenti che sono presenti ancora nel nostro inconscio. E poi c’è il cambiamento molto forte nelle relazioni di coppia. Mentre prima c’erano ruoli ben definiti – la donna stava a casa, l’uomo lavorava e comandava – oggi per fortuna questa rigidità non c’è più, ma si deve trovare un nuovo equilibrio che ancora manca. In questa ricerca si sviluppano molte dinamiche di lotta per il potere all’interno della coppia: chi decide dove andare in vacanza, cosa mangiare, come educare il figlio… In tutto questo la sessualità ne soffre un po’. Non solo per vivere al meglio la relazione col partner la donna dovrebbe essere riposata. Quindi un consiglio che posso dare agli uomini: se volete migliorare l’intesa sessuale con le vostre compagne, aiutatele di più.

Come si rapporta “Il potere del pensiero femminile” con il femminismo?
Credo in un nuovo femminismo e credo che ci sia bisogno ancora del femminismo perché ancora non si è raggiunto l’equilibrio con il mondo maschile. Il nuovo femminismo non è una lotta contro gli uomini ma contro le ingiustizie, le disparità che creano sofferenza anche agli uomini. Perciò, il nuovo femminismo deve coinvolgere gli uomini. Credo che sia un manifesto che gli uomini dovrebbero sottoscrivere perché migliorerebbe anche la loro esistenza. Quando noi donne stiamo bene, si arricchiscono anche le nostre relazioni di coppia. Se gli uomini accettano il loro lato femminile, l’intelligenza emotiva, le cose miglioreranno. Quindi credo che questo sia un percorso da fare insieme a loro.

 

 

 

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