“Posso aiutare”? Le differenze di genere passano dal linguaggio

La parità di genere passa anche dal linguaggio e questa campagna pubblicitaria mostra come possiamo e dobbiamo cambiare le cose

Tra normative, leggi, discorsi simbolici e battaglie femministe, non possiamo più ignorare le differenze di genere che divagano nella nostra società, soprattutto arrivate a questo punto. Ma la verità è che a tutto quello che abbiamo fatto, e che facciamo ogni giorno, deve essere affiancata l’educazione alla parità. Questo è l’unico modo per estirpare per sempre quel retaggio culturale patriarcale che appartiene ancora alla comunità.

E l’educazione non passa solo per i comportamenti, ma anche per il linguaggio. A riflettere sul valore delle parole che pronunciamo e utilizziamo ogni giorno ci ha pensato la campagna pubblicitaria di Ikea che ha portato alla luce il fatto che le disparità di genere passano anche per il linguaggio.

In particolare, quella domanda “Posso aiutare?” utilizzata da mariti, compagni e fidanzati dimostra quando sia radicato il pensiero che sia la donna a dover far tutto, mentre l’uomo ha il semplice compito di aiutare, sempre se vuole.  Ed è in effetti questa la frase che le donne si sentono dire in casa quando, tra un impegno professionale e personale, si districano tra i lavori domestici alla stregua di una tuttofare.

Quello delle faccende domestiche è l’esempio più lampante dello stereotipo di genere che vede la donna come l’angelo del focolare, l’addetta per antonomasia alla pulizia della casa, alla cucina e a tutte le altre questioni familiari. Si tratta di una tematica affrontata e discussa, ma purtroppo ancora difficile da sdoganare.

Ed è in questo contesto che si è inserita la multinazionale svedese, creando una campagna pubblicitaria per sfatare il luogo comune attraverso una serie di infografiche dedicate ai lavori domestici più comuni: fare la lavatrice, stirare, lavare i piatti, stendere e pulire.

Come scrive Ikea:

“Posso aiutare?” è una frase che sembra innocua ma che in realtà nasconde un atteggiamento sbagliato che declina tutta la responsabilità dei lavori di casa sulle donne. Sono, infatti, nella maggior parte dei casi proprio loro a doversene occupare. Con i nostri comportamenti quotidiani in casa, possiamo azzerare le disparità di genere a partire dal linguaggio.

Una campagna pubblicitaria, questa, che dà il suo contributo nella discussione secolare delle differenze di genere. Perché queste possono essere annullate a partire dal linguaggio e dai piccoli comportamenti che manifestiamo all’interno del nucleo familiare e poi nel mondo esterno. Perché le parole valgono, e questa verità non può essere ridotta solo a uno slogan pubblicitario.

Posso aiutare?

Posso aiutare? La campagna pubblicitaria di Ikea

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