Myrta Merlino: maternità e lavoro non devono essere alternative

Myrta Merlino, con un post su Twitter, si scaglia contro la difficoltà crescente, in Italia, di riuscire ad essere mamme e lavoratrici insieme

Quante mamme, oggi, pensano, che lo stipendio mensile se ne vada tutto, o quasi, tra baby sitter e dopo scuola? E che “il gioco non valga più la candela”: lavorare stando fuori casa tutto il giorno, non godersi la quotidianità dei propri figli, delegata ad altri, per poi arrivare a fine mese stremate, divorate dai sensi di colpa, e con il conto comunque prosciugato.

Molte lo hanno pensato, moltissime lo hanno fatto. Di mollare tutto per tornare alla famiglia.

Decenni di battaglie, di diritto al lavoro, alla parità, per poi essere costrette a scegliere di tornare a fare esclusivamente le mamme. Perché l’alternativa non c’è, perché fare tutte e due le cose insieme diventa sempre più difficile.

Lo dicono i numeri, le statistiche: sempre più donne rinunciano a lavorare per stare in famiglia. Lo dicono gli esempi intorno a noi, le nostre amiche, i nostri famigliari. Un tempo si ambiva al lavoro della vita, adesso alla vita – in famiglia – anche senza lavoro. Risultato? Un esodo femminile generalizzato dal mondo del lavoro, da una parte. Il tasso di natalità tra i più bassi in Europa, dall’altra.

Myrta Merlino, una che a noi piace parecchio, ha scritto un post su twitter dove in poche righe riassume il concetto:

Nel 2018 quasi 36mila donne hanno lasciato il lavoro per poter essere mamme. Che Paese è quello che ci lascia ancora di fronte a questa scelta? Maternità e lavoro NON DEVONO essere alternative. Il prossimo che si lamenta in studio che non si fanno più figli lo picchio…

E noi con lei.

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Myrta Merlino: maternità e lavoro non devono essere alternative