Caro Vittorio, grazie. Uomini come lei rendono il mondo un posto meno brutto

Questa è la nostra lettera aperta a Vittorio Cingano, che ha salvato una ragazza da un'aggressione

Caro Vittorio,
questa lettera è per lei che, grazie al suo comportamento, ci ha dimostrato che ci sono ancora delle persone che non si voltano dall’altra parte e sono pronte ad aiutare gli altri, anche quando gli altri sono dei perfetti sconosciuti. A difendere una giovane donna come tante, che si è trovata alle prese con quei demoni che troppe volte si travestono sotto il falso nome di uomini.

Forse non tutti se ne rendono conto, ma essere una donna oggi continua a essere faticoso. Perché non si riesce a sradicare questa tendenza a giustificare le violenze fisiche e verbali e nel peggiore dei casi a negarle. Perché purtroppo qualcuno è ancora convinto che se indossiamo una gonna corta o abbiamo una scollatura profonda, siamo state noi a provocare e perché ancora, se sorridiamo gentilmente a qualcuno, è colpa nostra se chi abbiamo accanto si lascia prendere da un impeto di gelosia incontrollata.

Ma c’è anche chi non prova a giustificarla quella violenza, come questo episodio che l’ha vista personalmente coinvolta, Vittorio. Individui che non sono degni di essere chiamati uomini, ma lei Vittorio, ce lo ha dimostrato che è fatto di tutt’altra pasta. Lei che ha rischiato la sua stessa vita per prendere le parti di una giovane ragazza la cui unica colpa è quella di essersi trovata il fidanzato sbagliato.

La stessa ragazza, forse, destinata a un epilogo tragico, se non fosse arrivato lei, per caso, in quella strada. Forse Carolina ora non ha ben chiaro cosa sia successo e quanto Alberto possa influenzare la sua vita, quello che è chiaro a noi però Vittorio è che lei è un eroe moderno e persone come lei ci fanno credere che non tutto è perduto.

Certo, caro le è costato il suo coraggio, lei che è stato “colpevole” di aver difeso Carolina dall’aggressione del suo fidanzato, lei che in pochi istanti è diventato la vittima. Dai giornali abbiamo appreso che attualmente è ricoverato all’ospedale di San Bortolo e che poteva andarle molto peggio perché tutta la furia di quel giovane, destinato alla sua fidanzata, è passata poi a lei.

Abbiamo anche letto però che se tornasse indietro, nonostante le sue condizioni attuali, rifarebbe esattamente la stessa cosa perché difendere una donna da un aggressione è un obbligo morale. Perché fingere di non vedere non può essere una condizione che appartiene all’umanità, e a lei certo non appartiene.

Grazie ancora Vittorio, perché uomini come lei rendono il mondo un posto meno brutto.

Vittorio Cingano, ingegnere 73enne di Vicenza. In seguito all’aggressione ha riportato la rottura del femore e una prognosi di 45 giorni (foto Facebook)

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